CUBA SPIAGGIA GIRON
La violenta campagna mediatica anticubana che sviluppano attualmente Stati Uniti ed i suoi alleati europei fa evocare, in questi giorni, il simile attacco pubblicitario lanciato per Washington come operazione previa all'invasione per Spiaggia Girón.
Fonte
Prensa Latina
Data
La violenta campagna mediatica anticubana che sviluppano attualmente Stati Uniti ed i suoi alleati europei fa evocare, in questi giorni, il simile attacco pubblicitario lanciato per Washington come operazione previa all'invasione per Spiaggia Girón.

Come al presente aprile, lo stesso mese del 1961 ha visto alzarsi al massimo i decibeli di una bene orchestrata cascata di propaganda contro l'allora nascente rivoluzione cubana, utilizzando per ciò tutto il controllo statunitense dei mezzi di diffusione.  

La decisione di abbattere per la forza al governo dell'isola ribelle era stata presa con abbastanza anteriorità nelle più alte sfere dell'amministrazione nordamericana.  

Per chi dominavano tradizionalmente l'economia e la società cubana risultava impensabile che il piccolo paese vicino adottasse le sue proprie decisioni e prendesse nelle sue mani le molle del suo sviluppo.  

Tanto presto come in aprile del 1959, dietro l'intervista sostenuta con Fidel Castro, l’allora vicepresidente degli Stati Uniti Richard Nixon ha decretato l'urgenza di liquidare alla rivoluzione per considerarla un pericolo per gli interessi della Casa Bianca.  

Immediatamente, alla stessa volta che si intensificava l'appoggio ai gruppi radicati in La Florida ed addetti delle azioni terroristiche contro Cuba, si ha slegato la campagna mediatica il cui obiettivo era assicurare la futura aggressione diretta.  

Si sono satanizzate le misure rivoluzionarie adottate in benefizio popolare come la riforma agraria che ha consegnato la terra a chi la lavoravano o la riforma urbana, liquidante dei chiamati casatenenti, sfruttatori della necessità popolare di case.  

Stampa e politici di numerosi paesi, legati al piano destabilizzatore, hanno vincolato l'apertura di Cuba alle relazioni con tutti gli Stati ad un supposto attaccho dell'Unione Sovietica al più importante bastione capitalista ed i suoi alleati in America latina.  

Gli Stati Uniti hanno rovesciato tutto il suo potere di propaganda a convincere al mondo, mediante false notizie, dell'esistenza di una ribellione interna del paese cubano e dell’appopggio ad un governo nell'esilio costituito per politici tradizionali e corrotti.  

La strategia non ha cambiato molto con gli anni e contro Cuba si abbatte ora un torrente di falsità sulla sua realtà e lo stesso appoggio a chi preferiscono servire alla potenza nemica.  

Tuttavia, del Girón del 1961 rimane inoltre un'esperienza che sarebbe buono che nessuno dimentichi: l'umiliante sconfitta in meno di 72 ore di un esercito reso al quale non ha potuto salvare neanche quella costosa campagna mediatica.