Donne cubane confermano impronta trasformatrice e rivoluzionaria
Quando si compiono 53 anni della Federazione delle Donne Cubane (FMC) si conferma l’impronta trasformatrice e rivoluzionaria dell’apporto femminile, guidato dall’eroina Vilma Espin, eterna presidentessa dell’organizzazione.
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Prensa Latina
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Quando si compiono 53 anni della Federazione delle Donne Cubane (FMC) si conferma l’impronta trasformatrice e rivoluzionaria dell’apporto femminile, guidato dall’eroina Vilma Espin, eterna presidentessa dell’organizzazione.

Durante un atto realizzato in questa città, Teresa Amarrelle Bouè, segretaria generale della FMC, ha evocato le parole emozionanti di riconoscimento alle donne cubane espresse dal presidente Raul Castro durante il festeggiamento del 60° anniversario dell’assalto alla caserma Moncada il 26 luglio scorso.

Amarelle ha evocato la presenza di Vilma, deceduta nel 2007, nei compiti realizzati dalle federate allo scopo di continuare l’opera iniziata da lei per mantenere e accrescere il protagonismo femminile nella società.

Ha fatto riferimento alla pessima situazione ereditata dalla Rivoluzione nel 1959, quando il 13 % della forza lavorativa del paese era soltanto formata dalle donne,  la maggior parte impiegate domestiche e prevalevano anche nelle statistiche dell’analfabetismo e di altri mali della società.

Ha citato alcune delle cifre attuali che contrastano con quella realtà ed ha affermato che Cuba è un esempio dell’assioma di che la condizione della donna è uno dei più eloquenti indicatori per giudicare qualsiasi società.