Le Forze Armate Rivoluzionarie di Colombia-Esercito del Popolo(FARC-EP) hanno considerato oggi che esistono le condizioni perchè si riconosca il suo status di belligeranza nel conflitto armato in corso in quel Paese sudamericano.
In un’intervista concessa a Prensa Latina, il guerrigliero Andres Paris, integrante della squadra delle FARC-EP nel tavolo di dialogo installato in questo capoluogo con il governo colombiano, ha detto che quel processo di ricerca della pace è una dimostrazione della condizione di belligerante dell’insorgenza.
“Se il Governo è seduto e se la Croce Rossa è stata la garante dello spostamento a L’Avana dei nostri combattenti e comandi, ciò vuol dire che i requisiti dei Protocolli di Ginevra per essere riconosciuti come forza guerriera esistono”, ha indicato.
D’accordo con Paris, le FARC-EP, rispondono alle esigenze fissate dagli strumenti internazionali per concedere questa condizione, una volta che si tratti di una forza con una proposta politica, un comando unico, il controllo del territorio e la partecipazione in una guerra sostenuta.
Si tratta di un termine tecnico, un’interpretazione calcolata dal Diritto Internazionale da parte del governo colombiano per negarci la belligeranza, ha detto il guerrigliero.
Ha spiegato che in una recente riunione con la Croce Rossa Internazionale hanno spiegato “le asimmetrie che si danno in quel senso nel conflitto armato colombiano, i quali privilegiano ai poderosi”.
Riconosciamo quel status- ha avvertito- butterei per terra il discorso mediatico di che le FARC-EP sono un’organizzazione terrorista e narcotraficante.
“Trattano i nostri prigionieri come delinquenti comuni, allora siamo di fronte al maneggio della legge internazionale a favore dei propri obbiettivi e finalità”, ha denunciato.
Di proposito con il tema, ha assicurato che la guerriglia” continuerà a lottare per la liberazione dei nostri compagni”, manterrà “ il trattamento con umanità ai soldati catturati, in adempimento dei nostri regolamenti e principi rivoluzionari”.
Paris ha imputato all’Esecutivo, e in modo particolare al ex presidente Alvaro Uribe (2002-2010) l’ostinazione nell’applicare una strategia per guadagnare tempo per finere con gli insorgenti.
Secondo Paris, la discusione intorno a questo problema si attualizzerà, visto che la cessazione unilaterale d’operazioni offensive- annunciata dalla guerriglia quando ha istallato qui il tavolo di dialogo lo scorso 19 novembre- finisce il 20 gennaio 2013.
Allora continueranno i combattimenti, ed è prevedibile che cadano nelle nostre mani ufficiali e soldati, a chi il governo niega la categoria di prigionieri di guerra dei soldati delle forze armate ufficiali e anche dei nostri combattenti incarcerati a Colombia, ha aggiunto.
