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Fidel Castro confessa di essere immerso nel movimiento antiguerra nucleare
El líder de la Revolución cubana, Fidel Castro, aseguró che è immerso nella conformazione di un movimiento antiguerra nucleare dopo di confessare il suo compromesso con il destino dell’umanità in questi giorni di pericolo e di conflagrazione. Non voglio essere assente in questi giorni, disse Fidel Castro in un’intervista che pubblica oggi il giornale messicano La Jornada, la cui prima parte appare nel sito digitale cubadebate.cu.
Fonte
Prensa Latina
Data
El líder de la Revolución cubana, Fidel Castro, aseguró che è immerso nella conformazione di un movimiento antiguerra nucleare dopo di confessare il suo compromesso con il destino dell’umanità in questi giorni di pericolo e di conflagrazione. Non voglio essere assente in questi giorni, disse Fidel Castro in un’intervista che pubblica oggi il giornale messicano La Jornada, la cui prima parte appare nel sito digitale cubadebate.cu.
“Il mondo è nella fase più interessante e pericolosa della sua esistenza e io sono abbastanza compromesso con ciò che accada. Ho ancora cose da fare”, aggiunse.
Dopo di essere interrogato sui suoi doveri rispose che tenta di creare una forza di persuasione internazionale per evitare che la minaccia di guerra venga compiuta, facendo un chiaro riferimento a un probabile attacco di Israel e degli Stati Uniti contro Iran.
Riferendosi alle sue denuncie sul pericolo di conflagrazione , chi è anche il primo segretario del Partito Comunista di Cuba assicurò che ha cominciato a vedere chiaramente i problemi della tirania mondiale crescente e dell’imminenza di un attacco nucleare.
Dobbiamo mobilitare il mondo per persuadere il presidente nordamericano, Barack Obama, perché eviti la guerra nucleare. Lui è l’unico che può o non premere il grilletto, manifestò nella conversazione di più di cinque ore.
“Tu sai del potere nuclerare che hanno alcuni paesi del mondo nell’attualità, paragonato con l’epoca di Hiroshima e Nagasaki?”,domandò Fidel Castro alla sua interlocutrice, direttrice di La Jornada, Carmen Lira Saade.
Quattrocentosettantamila volte il potere esplosivo che aveva qualsiasi delle due bombe che gli Stati Uniti lanciarono su quelle due città giapponesi, sottolineò.
Questa è la potenza che ha una delle più di 20 mila arme nucleari che si calcola ci siano oggi nel mondo, indicò.
Con molto meno di questa potenza- con solo 100- si può già produrre un inverno nucleare che metta il mondo al buio, segnalò il capo cubano al ricordare che il prossimo 9 settembre finisce il termine dato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per ispezionare le navi iraniani.
“ Tu credi che gli iraniani retrocedano? Tu te li immagini? Uomini coraggiosi, religiosi che vedono nella morte quasi un premio. Bene, gli iraniani non cederanno, questo è di sicuro.
Cederanno i yankees? E cosa succederà se né gli uni né gli altri cedono?”, inquirì.
“Il mondo è nella fase più interessante e pericolosa della sua esistenza e io sono abbastanza compromesso con ciò che accada. Ho ancora cose da fare”, aggiunse.
Dopo di essere interrogato sui suoi doveri rispose che tenta di creare una forza di persuasione internazionale per evitare che la minaccia di guerra venga compiuta, facendo un chiaro riferimento a un probabile attacco di Israel e degli Stati Uniti contro Iran.
Riferendosi alle sue denuncie sul pericolo di conflagrazione , chi è anche il primo segretario del Partito Comunista di Cuba assicurò che ha cominciato a vedere chiaramente i problemi della tirania mondiale crescente e dell’imminenza di un attacco nucleare.
Dobbiamo mobilitare il mondo per persuadere il presidente nordamericano, Barack Obama, perché eviti la guerra nucleare. Lui è l’unico che può o non premere il grilletto, manifestò nella conversazione di più di cinque ore.
“Tu sai del potere nuclerare che hanno alcuni paesi del mondo nell’attualità, paragonato con l’epoca di Hiroshima e Nagasaki?”,domandò Fidel Castro alla sua interlocutrice, direttrice di La Jornada, Carmen Lira Saade.
Quattrocentosettantamila volte il potere esplosivo che aveva qualsiasi delle due bombe che gli Stati Uniti lanciarono su quelle due città giapponesi, sottolineò.
Questa è la potenza che ha una delle più di 20 mila arme nucleari che si calcola ci siano oggi nel mondo, indicò.
Con molto meno di questa potenza- con solo 100- si può già produrre un inverno nucleare che metta il mondo al buio, segnalò il capo cubano al ricordare che il prossimo 9 settembre finisce il termine dato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU per ispezionare le navi iraniani.
“ Tu credi che gli iraniani retrocedano? Tu te li immagini? Uomini coraggiosi, religiosi che vedono nella morte quasi un premio. Bene, gli iraniani non cederanno, questo è di sicuro.
Cederanno i yankees? E cosa succederà se né gli uni né gli altri cedono?”, inquirì.
