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Il Venezuela ribadisce al governo colombiano diritto a difendersi
Il vicecancelliere venezuelano, Francisco Arias Cardenas, ha sottolineato oggi che il suo paese ha l'obbligo di proteggersi per mandato della Costituzione, contesto in cui è stata eseguita la detenzione di circa 20 colombiani.
Fonte
Prensa Latina
Data
Il vicecancelliere venezuelano, Francisco Arias Cardenas, ha sottolineato oggi che il suo paese ha l'obbligo di proteggersi per mandato della Costituzione, contesto in cui è stata eseguita la detenzione di circa 20 colombiani.
In relazione coi reclami del governo colombiano, ha indicato che risulta strano fare un appello alla difesa dei diritti umani di persone a cui hanno garantito il loro diritti basilari e devono soltanto assistere ad un processo giudiziario in un tribunale della repubblica.
Nell'abbordare il tema di cittadini colombiani accusati di spionaggio, a cui li hanno sequestrato armi e foto di infrastrutture elettriche e stradali, Arias Cardenas ha rimarcato che gli stati devono rispettare le leggi dei loro vicini.
Nella sua abituale colonna settimanale in un giornale locale, il vicecancelliere venezuelano ha assicurato che la difesa del paese implica verificare e stabilire previsioni davanti a rischi per la sua sicurezza.
Allo stesso tempo, ha chiarito che i colombiani sono stati fermati per sospetti di azioni contro la sicurezza dello Stato e per fortuna e sicurezza di loro stessi questo è successo in Venezuela.
Arias Cardenas ha definito incomprensibile l'atteggiamento del Governo colombiano, paese dove la violenza scatenata nel suo confine occidentale è quasi un'estensione di una situazione già cronica.
In ugual modo, ha ricordato che in Venezuela vivono e lavorano milioni di colombiani, obbligati ad emigrare dal loro paese alla ricerca del diritto alla vita, a causa della violenza e per i conflitti interni di guerra.
“Un gran numero di loro, uomini e donne del campo e la città sono venuti al nostro paese per le più dissimile vie, tentando di fuggire alla violenza e gli abbiamo dato asilo, affetto di fratelli ed opportunità”, ha evidenziato.
“Molto più che qualunque altro governo –ha assicurato– quello del presidente Hugo Chavez ha fatto sforzi per eliminare la schiavitù forzosa di quelli che, come irregolari, lavoravano a volte solo per il cibo in condizioni infraumane.
Precedentemente, il Difensore del Popolo del Venezuela ha respinto per essere stati infondati ed irresponsabile i pronunciamenti del Governo della Colombia e del Difensore del Popolo di quel paese sulla supposta violazione dei diritti umani dei detenuti.
Come Istituzione Nazionale di Diritti Umani, abbiamo constatato il pieno rispetto dei diritti e delle garanzie che corrispondono a questo gruppo di cittadini, arrestati per la presunta commissione di delitti sanzionati nell'ordinamento giuridico, ha assicurato l'Istituzione.
In relazione coi reclami del governo colombiano, ha indicato che risulta strano fare un appello alla difesa dei diritti umani di persone a cui hanno garantito il loro diritti basilari e devono soltanto assistere ad un processo giudiziario in un tribunale della repubblica.
Nell'abbordare il tema di cittadini colombiani accusati di spionaggio, a cui li hanno sequestrato armi e foto di infrastrutture elettriche e stradali, Arias Cardenas ha rimarcato che gli stati devono rispettare le leggi dei loro vicini.
Nella sua abituale colonna settimanale in un giornale locale, il vicecancelliere venezuelano ha assicurato che la difesa del paese implica verificare e stabilire previsioni davanti a rischi per la sua sicurezza.
Allo stesso tempo, ha chiarito che i colombiani sono stati fermati per sospetti di azioni contro la sicurezza dello Stato e per fortuna e sicurezza di loro stessi questo è successo in Venezuela.
Arias Cardenas ha definito incomprensibile l'atteggiamento del Governo colombiano, paese dove la violenza scatenata nel suo confine occidentale è quasi un'estensione di una situazione già cronica.
In ugual modo, ha ricordato che in Venezuela vivono e lavorano milioni di colombiani, obbligati ad emigrare dal loro paese alla ricerca del diritto alla vita, a causa della violenza e per i conflitti interni di guerra.
“Un gran numero di loro, uomini e donne del campo e la città sono venuti al nostro paese per le più dissimile vie, tentando di fuggire alla violenza e gli abbiamo dato asilo, affetto di fratelli ed opportunità”, ha evidenziato.
“Molto più che qualunque altro governo –ha assicurato– quello del presidente Hugo Chavez ha fatto sforzi per eliminare la schiavitù forzosa di quelli che, come irregolari, lavoravano a volte solo per il cibo in condizioni infraumane.
Precedentemente, il Difensore del Popolo del Venezuela ha respinto per essere stati infondati ed irresponsabile i pronunciamenti del Governo della Colombia e del Difensore del Popolo di quel paese sulla supposta violazione dei diritti umani dei detenuti.
Come Istituzione Nazionale di Diritti Umani, abbiamo constatato il pieno rispetto dei diritti e delle garanzie che corrispondono a questo gruppo di cittadini, arrestati per la presunta commissione di delitti sanzionati nell'ordinamento giuridico, ha assicurato l'Istituzione.
