La causa dei Cinque cubani trova eco negli USA
L'appoggio alla causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti da più di 11 anni, trova eco in questo paese.
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Prensa Latina
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L'appoggio alla causa dei Cinque antiterroristi cubani prigionieri negli Stati Uniti da più di 11 anni, trova eco in questo paese.

Così l'ha assicurato oggi a Prensa Latina Alicia Jrapko, coordinatrice del Comitato Internazionale per la libertà dei Cinque in territorio statunitense, spiegando i risultati dell'appena terminato IV Congresso Nazionale Latino, celebrato a El Paso, in Texas. 

“Noi che viviamo qui –ha segnalato- sappiamo quanto è difficile arrivare all'opinione pubblica, ancora di più se si tratta di un tema come questo, che è stato taciuto fin dall'inizio per il governo, ma a poco a poco abbiamo aperto alcuni spazi”. 

Ha detto che è un compito “difficile, perché il tema è quasi sconosciuto per la maggioranza degli statunitensi dovuto, specialmente, al bavaglio che è stato imposto ai mass media”.

La Jarpko ha commentato che un esempio di questi “spazi guadagnati” lo costituisce il Congresso Latino, “al quale il nostro Comitato ha assistito nelle sue ultime tre riunioni annuali”. 

In questa occasione, ha argomentato, rappresentanti di più di un centinaio di organizzazioni ispane hanno “osservato con ricettività l'informazione offerta ed alcuni hanno manifestato il desiderio di lavorare con noi nelle loro comunità”. 

I delegati hanno approvato un gruppo di risoluzioni, come emendamenti ad altri già approvati negli anni anteriori, comprese una sui Cinque ed una riferita a Luis Posada Carriles, entrambe appoggiate all'unanimità. 

La prima stabilisce inviare una lettera al presidente Barack Obama, vincitore del Premio Nobel della Pace 2009, nella quale chiedono la scarcerazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez. 

Ha spiegato che la missiva puntualizza inoltre che “finché questo non succeda, l'attuale amministrazione statunitense almeno conceda i visti ad Adriana Perez ed Olga Salanueva per visitare i loro mariti”. 

La Jrapko ha aggiunto che quella di Posada Carriles esige il compimento delle norme del diritto internazionale e che il terrorista, che gode di totale impunità negli Stati Uniti, sia estradato nella Repubblica Bolivariana del Venezuela. 

Carriles è latitante dalla giustizia venezuelana da quando è fuggito da un carcere nella nazione sud-americana nel 1985, dove stava scontando una pena per l'esplosione di un aereo civile cubano nel 1976, fatto in cui sono state uccise 73 persone. 

“Lo stesso emendamento, ha argomentato, chiede alla Casa Bianca che Cuba sia esclusa dalla lista dei paesi che patrocinano il terrorismo” e ha detto “questo è un altro degli assurdi di Washington”. 

Nel dicembre scorso, il governo degli Stati Uniti ha negato il visto umanitario alla Salanueva, perciò hanno ostacolato un'altra volta il diritto a ritrovarsi con suo marito. 

Renè Gonzalez compie 15 anni di privazione di libertà in un carcere di Marianna, in Florida e l'ultima occasione in cui si sono visti è stata nel 2000, prima che Olga fosse deportata verso Cuba. 

Mentre, Adriana Perez e Gerardo Hernandez non hanno avuto contatto da più di 12 anni. 

I Cinque, come sono conosciuti mondialmente, hanno allertato sui piani assassini forgiati contro l'isola caraibica dalle organizzazioni terroristiche di origine cubana del sud della Florida. 

Durante il giudizio che è stato celebrato nel 2001, nella città di Miami, alti ufficiali del Pentagono hanno riconosciuto che nessuno di loro ha acceduto ad informazioni che mettessero in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. 

Due delle organizzazioni che hanno convocato il Congresso Latino, l'Istituto William C. Velasquez e l'Associazione Politica Messico Americana, hanno presentato, tra gli altri, documenti di Amici della Corte in appoggio al sollecito della difesa dei Cinque alla Corte Suprema, per riesaminare il caso. 

Tuttavia la massima istanza giudiziaria statunitense ha ignorato il clamore interno ed internazionale e ha disistimato tale petizione nel giugno del 2009, senza dare spiegazioni.