La pandemia del nuovo coronavirus non fa distinzioni. Attacca con forza nazioni povere e ricche da oriente a occidente dal nord a sud.
 
Ha spinto il mondo in una crisi paragonabile solo a quella che colpì l’umanità durante la  Seconda Guerra Mondiale. Ha dimostrato che, in momenti tanto difficili come questi, mentre alcune super potenze creano assedi, Cuba costruisce ponti e invia brigate mediche ad appoggiare le nazioni che necessitano il suo aiuto.
 

È la mattina del 4 marzo del 1960. Nella baia de L’Avana naviga la nave a vapore francese La Coubre, che era salpata dieci giorni prima dal porto di Amberes, in Belgio, carica di armi e munizioni destinate alla difesa della nascente Rivoluzione.
 
Un’immagine dell’epoca ha fissato il momento dell’attracco al molo. Appare enorme e molto signorile, come se 4000 tonnellate della sua stiva levitassero sull’acqua.
 
Nessuno immagina che porta due bombe attivate tra le armi e le munizioni che l’Isola aveva comprato in Belgio.