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Sembra che il tempo non sia passato. Cinque anni fa nel mezzo della notte del 1º dicembre del 2016 , l’urna con le ceneri del leader storico della Rivoluzione cubana fu depositata nel salone Jimaguayú, ubicato alla base del monumento a El Mayor, in una breve tappa del corteo funebre nel suo transito verso Santiago di Cuba
Sono passati 32 anni ma Cuba non dimentica. Il 7 dicembre del 1989, l’Operazione Tributo restituiva alle braccia della Patria i resti di 2 289 combattenti morti in missioni internazionaliste in Africa
Tutte le città del paese ricevettero i resti dei loro figli e resero loro omaggio nel Pantheon dei Caduti creati in tuti municipi.
Santiago di Cuba si è riversata in un nuovo incontro con Fidel, quando più di 300 000 dei suoi figli grati hanno riempito le strade con le prime luci del 4 dicembre, hanno riempito la Piazza Maggiore Generale Antonio Maceo, e poi hanno marciato per l’Avenida Patria, per riaffermare a 5 anni dal suo passaggio all’eternità la convinzione di continuare a difendere la rivoluzione a qualsiasi prezzo.
Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha esaltato il 25 novembre, nel suo account di Twitter, la grandezza del Comandante in Capo Fidel Castro, commemorando il quinto anniversario della sua scomparsa fisica.
«Ha forgiato un’opera emancipatrice ed ha stabilito una speranza per l’umanità.
Ha affrontato risolutamente e in maniera invitta l’imperialismo ed è cresciuto con il suo popolo e la sua Rivoluzione»,ha scritto.
Nella Sala Polivalente del Centro Fidel Castro Ruz è stato presentato il 4 dicembre il lbro /Fidel/, della scrittrice, giornalista e saggista cubana Katiuska Blanco Castiñeira.
Fidel è il primo libro delle Edizioni Alejandro e della tipografia “El cubano libre”, che appartengono, tutte e due, a questa istituzione.
Sembrava che Girón fosse scritto nel destino della Patria come un segnale d’allerta permanente per coloro che sognano d’impadronirsi di Cuba.
Mentre passa il tempo è sempre più evidente la chiara lezione che ha lasciato la vittoria ottenuta in questo territorio a sud di Matanzas, la Ciénaga de Zapata, quando il popolo delle milizie fu capace di affrontare e vincere gli invasori nonostante il forte peso delle loro armi e l’appoggio imperialista.
Esiste un amore indefinibile, perchè anche avendo a disposizione tutte le parole della lingua è difficile descriverlo.
Come tradurre l’emozione di vedere in vecchie foto l’ambiente in cui siamo stati? Come farlo di fronte al ricordo di una canzone che ci si era stretto il cuore o ci aveva reso felici ?
Come nominare l’allegria di far parte di un gruppo?, Di crescere e trovare nel cammino della vita degli altri fratelli ? Ascoltare una voce che è in accordo con il nostro giudizio? Sentire che formi parte di una scuola, di un progetto o di un quartiere ?
Non lasceremo passare nessuna canagliata, per quanto venga rivestita d’adulazione.
È un inganno perverso quello teso da coloro che pretendono di ridurre l’opera intellettuale di Fidel al concetto borghese dello«scrittore», sinonimo per un creativo separato dalle lotte sociali.
Fidel Castro con la toga durante il processo contro Emilio «Millo»Ochoa, il 12 settembre del 1952. Foto: Ufficio dei Temi Storici
Fidel Castro è uno dei politici più importanti della seconda metà del xx secolo. È il leader che ha guidato la lotta rivoluzionaria contro una dittatura, e ha condotto la Rivoluzione trionfante per i cammini del socialismo, sfidando la principale potenza imperialista della sua epoca.
Ma dietro al genio politico c’era un giovane che si laureò e che esercitò l’avvocatura, e quello fu vitale per la formazione del suo pensiero politico.
Ottavo giorno di gennaio del 1959.
Mai le strade e le piazze de L’Avana avevano sopportato tanto peso umano(fisico, sentimentale e patriottico).
Lo stesso Fidel non riuscì a frenare la tentazione o la necessità di dirlo, quasi al termine del suo discorso nell’Accampamento Militare di Columbia, divenuto poi Ciudad Escolar Libertad, quando affermò:
Ci sono momento decisivi per la vita dei popoli che marcano l’inizio di nuovi cammini che edificano attitudini rivoluzionate, concetti irrinunciabili, eterno abbraccio d’ideologie condivise.
Inoltre se il protagonista è un uomo la cui statura morale ha fatto di lui un modello eccezionale di leader, allora non c’è dubbio che passeranno gli anni, cambieranno i tempi, ma questi istanti saranno sempre latenti nei cuori di milioni di persone e più in là nella memoria storica della nazione.
«Nel post scritto in X del Primo Segretario del Partito Comunista e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, il 5 marzo, quando si sono compiti 11 anni dalla dipartita fisica del Comandante Hugo Chávez Frías, leader della Rivoluzión Bolivariana del Venezuela, si legge «La nostra generazione celebrerà sempre l’opportunità che abbiamo avuto di vivere il tempo dei due giganti della Rivoluzione e dell’integrazione latino americana: Fidel Castro e Hugo Chávez Chávez sentiva, e lo diceva ai quattro venti, una forte simpatia per il processo rivoluzionario e