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«Alzati che è arrivata l’invasione…!».
Questa voce, con la somma di disperazione e di grandezza che comprendeva, corse di casa in casa nei villaggi più vicini allo scenario dello sbarco. Si sentì anche in altri luoghi ben distanti da Girón, nella Ciénaga de Zapata, poiché erano giorni che il paese viveva sotto la minaccia dello sbarco e dell’aggressione.
La dolcezza delle canne e il bramito dei bovini che accompagnarono l’infanzia e in parte l’adolescenza e la gioventù, furono un ricordo ricorrente di Fidel Castro Ruz. Quel mondo rurale lo aveva vissuto a Birán, dove nacque.
Non c’è dubbio, come accadde in tutto il processo simbiotico che contribuì a scolpire la osadia di chi fu poi il leader massimo della Rivoluzione che riconfigurò definitivamente la tavola geopolitica nell’ambiente americano.
L’influenzaa del luogo sull’uomo la ricorda María Julia Guerra, giornalista e storiografa.
Forse il suo luogo vitale è stato sempre nel futuro.
Per questo sapeva disegnare il cammino, aprire un sentiero, costruire un avvenire. Anche quando pensai che si era sbagliato in alcune soluzioni secondo una percezione ancorata all’altezza della mia narice, il tempo, questo saggio giudice, finiva per dargli ragione.
Uomini come lui nascono una volta ogni mille anni.
Amato da molti, rispettato anche dai nemici, portava il gilè della sua morale, la vocazione di lavorare per i poveri di questo mondo.
Aveva un magnetismo speciale.
Sono cresciuto in Rivoluzione e sin da piccolo ho appreso ad ammirare l’uomo della Moncada, della Sierra Maestra...
Stava in ogni luogo, di giorno o di notte, sino all’alba assieme al popolo.
Dal pensiero martiano che i bambini sono quelli che sanno volere bene e sono la speranza del mondo, la Compagnia Infantile di Teatro La
Colmenita, con altri artisti, ha celebrato il 98º compleanno del Comandante in Capo con lo spettacolo Buon giorno, Fidel!
Il teatro della Sala Universale delle FAR ha vissuto momenti d’intensa emozione ricordando passaggi del gigante invincibile, con immagini che in rapida sintesi hanno percorso l’immensa opera del leader storico della Rivoluzione Cubana.
Della morte non scriverò una parola. Mi rifiuto di parlare di quello che non è reale.
È tanto relativo questo (denominato) «ultimo addio» quando si tratta di esseri divinamente umani o umanamente divini, con polmoni adatti per far sì che intere generazioni respirino aria pura «per i secoli dei secoli»…
Una collega scrive su Fidel: «Non accettò mai la sconfitta»; e il pensiero va verso le ragioni che fecero di questa sua caratteristica, lontana da sterili ostinazioni, la condizione per trasformare l’utopia in materia palpabile.
L’irruzione del Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano, inaugurato nella sua prima edizione il 3 dicembre del 1979, costituì uno dei punti essenziali della cartografia culturale della Rivoluzione Cubana, ed ebbe nel Comandante in Capo Fidel Castro Ruz un pilastro fondatore e difensore dell’idea attraverso il tempo.
Più che di un evento si dovrebbe parlare di un progetto, della comunione di volontà agglutinate per favorire la struttura che avvallerebbe i valori culturali, le ansie audio visive, gli interessi espressivi propri di questa regione
I processi storici, soprattutto se hanno radici e obiettivi rivoluzionari di carattere socialista, necessitano volti che li incarnino e che simbolizzino le domande e le speranze di maggior significato per la società.
Questo è il caso di Fidel e del Che nella Rivoluzione Cubana. I due forgiarono una delle più belle e profonde relazioni d’amicizia della storia contemporanea.
I processi storici, soprattutto se hanno radici e obiettivi rivoluzionari di carattere socialista, necessitano volti che li incarnino e che simbolizzino le domande e le speranze di maggior significato per la società.
Questo è il caso di Fidel e del Che nella Rivoluzione Cubana. I due forgiarono una delle più belle e profonde relazioni d’amicizia della storia contemporanea.
Sotto il sole implacabile del tropico, una lingua di roccia e terra usurpa il mare con testardaggine. Non è un fenomeno naturale, ma è l’impronta indelebile di una visione audace del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz.
Quello che allora alcuni accusarono di pazzia o capriccio si è rivelato una strategia geniale per lo sviluppo turistico, trasformando una regione dimenticata, inospitale e bella in una destinazione di sole e spiaggia, riferimento mondiale per la sua bellezza.
Il leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, rimane una delle figure globali più influenti e dibattute del XX e XXI secolo per la sua eredità politica, educativa, culturale e umanitaria.
Oltre al suo ruolo di capo di stato cubano, Fidel Castro è stato un pensatore strategico, un educatore rivoluzionario e un simbolo di resistenza globale che, quasi al centenario della sua nascita (1926-2026), continua a tracciare la rotta per Cuba ed a trovare eco nei movimenti sociali in America Latina ed in tutto il mondo.