"Del prestigio della politica imperiale non rimarrà né la polvere. Denunceremo e abbatteremo sistematicamente, ad una ad una, la sua ipocrisia e le sue menzogne".
"Per diverse ragioni, il mondo si sta rendendo consapevole di tali problemi, e ciò risulta evidente. Vi è sufficente forza per resistere, sufficente forza per avanzare con l’aiuto delle leggi della storia e della realtà di un sistema e di un ordine economico mondiale insostenibili, che crollano, che possono persino crollare da soli, anche se dobbiamo contribuire al loro crollo, tuttavia, piuttosto che aiutare al loro crollo bisogna formare la coscienza nel mondo di queste realtà, perché i popoli resistano più fermamente quest’ ordine e contribuiscano alla sua scomparsa progressiva.
"Può l’impero ed il sistema causante quanto sopra parlare al mondo, davvero, dei diritti umani? Diritti umani in seno ad un sistema dove la stragrande maggioranza della popolazione non ha impiego, dove le donne se prostituiscono, dove i bambini sono lasciati a caso? Sono sconvolgenti le cifre dei bambini lasciati a caso nell’America latina, ci sono dei milioni, molti milioni. Come mai può questo sistema offrire speranze all’uomo? Come mai può questo sistema parlare di considerazione nei confronti dell’uomo?
"Perché ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è che siamo qui, ciò che gli imperialisti non possono perdonarci è la dignità, l'integrità, il coraggio, la fermezza ideologica, lo spirito di sacrificio e lo spirito rivoluzionario del popolo cubano".
"La ritirata finale dal Vietnam fu disastrosa. Un esercito di mezzo milione di uomini, addestrati ed armati fino ai denti, non poté resistere all’urto dei patrioti vietnamiti. Saigon, la capitale coloniale, l’attuale Ho Chi Minh, fu abbandonata in maniera vergognosa dagli occupanti e dai loro complici, alcuni attaccati agli elicotteri. Gli Stati Uniti persero oltre 50 mila valorosi figli, senza contare i mutilati.
“Il governo degli Stati Uniti usa inimmaginabili risorse economiche per difendere un diritto che viola la sovranità di tutti gli altri Paesi: continuare ad acquistare con banconote di carta le materie prime, l’energia, le industrie di tecnologia di punta, le terre più produttive e gli immobili più moderni del nostro pianeta”.
"L’imperialismo non potrà mai abbattere Cuba".
"Cosa decide l’impero per competere con Cuba nell’area del nostro emisfero? Inviare un’enorme nave, trasformata in un ospedale galleggiante, che lavora dieci giorni in ogni paese. Possono essere aiutate un certo numero di persone, ma è molto lontana dal risolvere i problemi di un paese; non compensa nemmeno il furto di cervelli, né può creare gli specialisti di cui ha bisogno per prestare il vero servizio medico di tutti i giorni della settimana e dell’anno.
"Obama nel suo discorso attribuisce alla Rivoluzione Cubana un carattere antidemocratico e di scarso rispetto delle libertà e dei diritti umani. E’ proprio l’argomento che, quasi senza eccezione, hanno utilizzato le varie amministrazioni statunitensi per giustificare i loro crimini contro la nostra patria. Lo stesso blocco, in sé, è un genocidio. Non voglio che i bambini nordamericani si educhino con questa vergognosa morale.
“Gli odierni Stati Uniti non hanno nulla a che vedere con la dichiarazione dei principi di Filadelfia, formulata dalle 13 colonie sollevatesi contro il colonialismo inglese. Costituiscono oggi un gigantesco impero, che i loro fondatori allora nemmeno immaginavano. Tuttavia, nulla cambiò per gli indiani e gli schiavi. I primi furono sterminati nella misura in cui cresceva la nazione; i secondi ―uomini, donne e bambini― continuarono per quasi un secolo ad essere venduti all’asta nei mercati, sebbene “tutti gli uomini nascono liberi ed uguali”, come afferma la dichiarazione.