“[...] Non abbiamo un grosso capitale finanziario, ma abbiamo un grosso capitale umano.”
“[...] Non abbiamo soldi, ma abbiamo capitale umano.”
“Però questo mondo, quello di oggi, che l’impero e i suoi alleati più ricchi saccheggiano e opprimono con il loro ordine economico spietato, con le loro istituzioni finanziarie, con i loro milioni di milioni di debiti imposti ai paesi sottosviluppati, obbligati a pagare ogni anno più di quanto ricevono in prestito, elevando esponenzialmente un debito che si moltiplica, conducendo a centinaia di milioni, a miliardi di persone verso un abisso senza speranza, questo ordine non si può mantenere, questo ordine è insostenibile, questo ordine crollerà giacché non si può continuare a sottovalutare
“Nella nuova era in cui viviamo, il capitalismo non serve nemmeno come strumento. È come un albero con radici marce dal quale germogliano
solo le peggiori forme d’individualismo, corruzione e disuguaglianza”.
“Oggi la crisi che affronta il mondo non è né può essere esclusiva di un paese, di un subcontinente o di un continente; è anche globale. Perciò il suddetto sistema imperiale e l’ordine economico che esso ha imposto al mondo sono insostenibili. I popoli decisi a lottare non soltanto per la propria indipendenza ma anche per la sopravvivenza, non potranno mai essere sconfitti, nemmeno se si tratta di un solo popolo”.
“La battaglia è adesso più dura e difficile. Un impero egemonico, in un mondo globalizzato, l’unica superpotenza che è prevalsa dopo la guerra fredda e il prolungato conflitto tra due concezioni politiche, economiche e sociali radicalmente diverse, costituisce un enorme ostacolo all’unica cosa che oggi potrebbe preservare non soltanto i più elementari diritti dell’essere umano bensì la sua stessa sopravvivenza”.
“Alcuni parlano che la crisi economica è il fine dell'imperialismo; magari bisognerebbe porsi se non significa qualcosa di peggio per la nostra specie”.
“La crisi economica significa inoltre l’inasprimento di problemi di grande importanza la cui soluzione è lontana: la povertà, la fame e le malattie che uccidono ogni giorno decine di milioni di persone nel mondo; l’analfabetismo, la mancanza di cultura, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro e la prostituzione di milioni di bambini; il traffico e il consumo di droghe che mobilitano e assorbiscono centinaia di migliaia di milioni di dollari; il lavaggio di denaro sporco; la mancanza d’acqua; la scarsità di case, ospedali, comunicazioni, scuole e centri d’istruzione”.
“Il neoliberalismo proscrive ogni intervento dello Stato come elemento perturbatore dell’economia, come se potesse esistere ordine interno, esercito, salute, istruzione, cultura, scienza, tribunali, giudici, e tante altre attività senza lo Stato e le sue leggi.”
"Da un anno all’altro il livello di vita può aumentare se s’incrementano le conoscenze, l’autostima e la dignità di un popolo. Basta ridurre lo spreco perché cresca l’economia. Ciò nonostante, cresceremmo il necessario e nella misura del possibile".