“Nella grande democrazia degli Stati Uniti, la metà di quelli che hanno diritto al voto non sono iscritti; degli iscritti, la metà non vota, e soltanto il 25 percento degli elettori scelgono chi governa”.

“Chávez è un vero rivoluzionario, pensatore profondo, sincero, coraggioso ed instancabile lavoratore. Non è arrivato al potere mediante un colpo di Stato. Si è insorto contro la repressione ed il genocidio dei governi neoliberali che hanno consegnato le enormi risorse naturali del loro Paese agli Stati Uniti. Ha sofferto il carcere, ha maturato e ha sviluppato le proprie idee. Non è arrivato al potere mediante le armi, nonostante la sua origine militare”.

“Da quando ho conosciuto Chávez, già nella presidenza del Venezuela, dalla tappa finale del governo di Pastrana, lo vide sempre interessato nella pace di Colombia, e facilitò le riunioni tra il governo e i rivoluzionari colombiani che hanno avuto per sede Cuba, si capisca bene, per un vero accordo di pace e non per una resa”.

"Il nostro paese ha resistito e sta disponibile a resistere quanto sia necessario, non colpa ad Obama delle atrocità fatte negli altri governi degli Stati Uniti. Non questiona nemmeno la su sincerità e i suoi desideri di cambiare la politica e l’immagine degli Stati Uniti. Capisce che ha fatto una battaglia molto difficile per essere scelto, n’ostante i pregiudizi centenari".