“A Cuba, l’incubo sociale e umano denunciato nel 1953, che diede origine alla nostra lotta, era stato superato pochi anni dopo il trionfo del 1959. Immediatamente non ci furono più (…) bambini denutriti, scalzi e pieni di parassiti, senza scuole o senza maestri anche se fosse sotto un albero; non c’erano più morti per fame, malattie o mancanza di risorse o di attenzione medica; scomparvero i lunghi mesi senza occupazione lavorativa; non si videro più uomini e donne nelle aree rurali senza lavoro.”
"Sottovalutano il compito più straordinario della Rivoluzione, la sua opera educativa, l’intelligenza coltivata in modo massivo. Sono sostenitori della necessità di persone in grado di vivere con lavori semplici e rozzi. Sottovalutano i risultati ed esagerano i costi degli investimenti scientifici. Ancora peggio: si sottostima il valore dei servizi medici che Cuba offre al mondo, dove in realtà, con risorse modeste, la Rivoluzione mette a nudo il sistema imposto dall’imperialismo, carente del personale umano per portarlo a termine".
"Qualcuno si domanderà com’è possibile che un piccolo paese, con poche risorse, possa condurre in porto un compito di questa grandezza, in campi così decisivi come l’educazione e la salute, senza i quali non è concepibile l’attuale società".
"La nostra Rivoluzione può convocare decine di migliaia di medici e di tecnici della salute. Allo stesso modo, può convocare in forma massiva insegnanti e cittadini, disposti a recarsi in qualsiasi angolo del mondo per un nobile proposito. Non per usurpare i diritti e nemmeno per conquistare delle materie prime".
"Per i popoli ed i governi dell’America latina sarà una prova del fuoco. Per i nostri medici ed educatori, qualunque cosa succederà nel Paese dove svolgono il loro nobile e pacifico lavoro, lo sarà anche. Loro, di fronte a situazioni di pericolo, non abbandoneranno i loro pazienti né i loro allievi".
"Forze l’aspetto che impatta di più nella nostra collaborazione medica è la formazione (...) giovani boliviani che studiano medicina a Cuba, (...) alla Scuola latinoamericana di Medicina, che ha già fatto tre cerimonie di laurea con ottimi risultati, (...) del nuovo programma. Non esagero se affermo che tra gli amici più fermi e combattivi di Cuba in America latina, e naturalmente in Bolivia, si trovano i famigliari i cui figli studiano la suddetta specialità nella nostra patria".
"Bush scopre che il sistema economico e politico del suo impero non può competere in servizi vitali come la salute e l’educazione, con la Cuba aggredita e bloccata per quasi 50 anni. Tutti sanno che la specialità degli Stati Uniti in materia d’educazione è il furto di cervelli".