"Se l'impero riuscisse ad ottenere di nuovo il controllo di Cuba, non ne rimarrebbe una sola delle scuole per gli studi superiori, create dalla Rivoluzione per offrire quel diritto a tutti i giovani; invierebbe la maggioranza a tagliare la canna da zucchero; è la sua politica dichiarata. Tenterebbe di rubare i talenti artistici e scientifici già creati, come fa con gli altri paesi del nostro emisfero. Disporre di più di 70 mila specialisti in Medicina Generale Integrale ed altre centinaia di migliaia di professionisti, aiutare i più poveri ed esportare servizi, è un peccato che ad un paese del Terzo Mondo non si può tollerare. Alla fin fine, abbiamo resistito al suo blocco, alle sue aggressioni ed ai suoi brutali atti di terrorismo per quasi mezzo secolo".

"Come è noto, tutta la mia vita, da quando ha avuto una coscienza rivoluzionaria, l’ho consacrata, innanzitutto, al tema dell’educazione, dai tempi della Campagna d’Alfabetizzazione all’universalizzazione degli studi superiori universitari. Anche se condizionati dal blocco economico ed aggrediti siamo riusciti ad ottenere una posizione di privilegio, unica nel mondo".

"Obama nel suo discorso attribuisce alla Rivoluzione  Cubana un carattere antidemocratico e di scarso rispetto delle libertà e dei diritti umani. E’ proprio l’argomento che, quasi senza eccezione, hanno utilizzato le varie amministrazioni statunitensi per giustificare i loro crimini contro la nostra patria.  Lo stesso blocco, in sé, è un genocidio.  Non voglio che i bambini nordamericani si educhino con questa vergognosa morale.
Nel nostro Paese, la rivoluzione armata non sarebbe stata forse necessaria senza l’intervento militare, l’Emendamento Platt ed il colonialismo  economico che questo portò nell’isola".

“Ci sono alcuni che sognano ancora con mettere a ginocchio Cuba servendosi del criminale blocco come strumento della politica esterna degli Stati Uniti contro la nostra patria. Se quel paese cade ancora una volta nello steso errore, potrebbe rimanere altro mezzo secolo applicando quella politica inutile nei confronti di Cuba, qualora l’impero fosse capace di durare tanto tempo”.

La Rivoluzione cubana, che il blocco e la guerra sporca non hanno potuto distruggere, si basa su principi etici e politici; è per questo motivo che è stata capace di resistere.

"Desidero ricordargli un principio etico elementare nei confronti di Cuba:  qualunque ingiustizia, qualunque crimine, in qualunque epoca non ha scusa alcuna per perdurare;  il crudele blocco contro il popolo cubano costa vite, costa sofferenze;  colpisce anche l'economia della quale si sostenta una nazione e limita le sue possibilità di cooperare con i servizi di salute, educazione, sport, risparmio energetico e protezione dell'ecosistema con molti paesi poveri del mondo."

“Non sarà mai abbastanza sufficiente parlare del cinismo della politica degli Stati Uniti, che inserisce Cuba nella lista dei paesi terroristi, applica l'assassina Legge di Aggiustamento Cubano con un carattere esclusivo per la nostra nazione, bloccandola economicamente e proibendo perfino la vendita di apparecchiature mediche e di farmaci.”

"Cuba ha dimostrato che per combattere la droga c’è bisogno di giustizia e sviluppo sociale. Nel nostro paese l’indice di criminalità per ogni centomila abitanti è uno dei più bassi del mondo. Nessun altro nell’emisfero può mostrare indici così bassi di violenza. E’ conosciuto che nonostante il blocco, nessun altro ha i livelli così elevati d’istruzione."
"L'ONU non può esistere senza la presenza dei popoli che vengono esigendo l’eliminazione del blocco. La suddetta istituzione, nata quando l'immensa maggioranza di noi non eravamo nemmeno indipendenti, a che cosa serve senza noi? Che diritto abbiamo, se non possiamo neanche chiedere l’eliminazione del blocco imposto contro un piccolo paese? In un modo o in un altro ci hanno subordinato agli interessi degli Stati Uniti e della NATO, organizzazione militare bellicista che dilapida più di mila miliardi di dollari ogni anno in guerre ed armi che sarebbero più che sufficienze per dare il necessario a tutti i paesi del mondo."

"Sebbene ferisca la nostra modestia, costituisce un amaro dovere documentare che il nostro bloccato, minacciato e calunniato paese, ha dimostrato che i paesi latinoamericani possono vivere senza violenza e senza droga. Possono addirittura vivere, e così è accaduto per oltre mezzo secolo, senza relazioni con gli Stati Uniti. Quest’ultima cosa, non l'abbiamo dimostrata noi; l’hanno dimostrata loro."

“Tanta bontà non gli ha permesso di capire ancora che 50 anni di blocco e di crimini contro la nostra Patria non hanno potuto piegare il nostro popolo. Molte cose cambieranno a Cuba, però cambieranno per il nostro sforzo e nonostante gli Stati Uniti. Forse prima che crolli quell'impero.”.

"(...) nel mondo globalizzato di oggi, sotto l’egida dell’impero yankee, non esiste garanzia di sorta per nessun altro paese. All’interno dell’Organizzazione delle Nazioni Unite si può ripetere una e mille volte il rifiuto unanime del blocco economico contro Cuba o di qualsiasi altra misura, come il diritto del popolo palestinese alla sua costituzione come Stato, senza che questo diritto o qualsiasi altro che non s’accomodi agli interessi dell’impero abbia alcuna vigenza".