“Qualsiasi persona onesta, capace d’osservare con obiettività i fatti, può apprezzare il pericolo dell’insieme dei fatti cinici e brutali che caratterizzano la politica degli Stati Uniti e spiegano la vergognosa solitudine di questo paese nel dibattito nelle Nazioni Unite sulla ‘Necessità di porre fine al blocco economico commerciale e finanziario contro Cuba’.”.

"È assolutamente chiaro che gli Stati Uniti cercheranno sempre di tenere sotto pressione a Cuba come fa con l’ONU o qualche istituzione pubblica o privata del mondo, una delle caratteristiche dei governi di quel paese e non sarebbe possibile aspettare qualcosa altro dai suoi governi, ma non per caso resistiamo da 54 anni difendendo senza sosta —e per tutto l’altro tempo che dovesse essere necessario—, affrontando il criminale blocco economico del potente impero."

“Noi abbiamo un avversario abbastanza poderoso, com’è il nostro vicino più prossimo: gli Stati Uniti. Li abbiamo avvertiti che avremmo resistito il blocco, anche se questo poteva implicare un costo molto elevato per il nostro paese. Non c’è prezzo peggiore che capitolare davanti al nemico che se senza diritto né ragione ti aggredisce”.

“Dopo un blocco spietato che dura da quasi 60 anni e quelli che sono morti negli attacchi mercenari alle navi e nei porti cubani, un aereo di linea pieno di passeggeri, fatto esplodere in volo, le invasioni mercenarie, i molteplici attacchi di violenza e di forza? Nessuno può illudersi che il popolo di questo nobile e abnegato Paese rinuncerà alla gloria, ai diritti, e alla ricchezza spirituale che ha guadagnato con lo sviluppo dell’ educazione, la scienza e la cultura”.