“E che cosa fanno gli altri Paesi, tanti altri Paesi del Terzo Mondo, con le loro risorse naturali?  Le hanno consegnato agli imperialisti e le hanno messo tra le mani dei monopoli imperialisti. … Nel futuro saranno colpiti dalla maggior miseria in mezzo alle grandi abitudini inculcate ad una minoranza dal capitalismo, il colonialismo e l’imperialismo.” 
“In questi cruciali anni, la potenza capitalista più poderosa e di più risorse di tutti i tempi si è permesso di vivere in modo parassitario alle spalle dei risparmi del resto del mondo, che si è visto costretto non solo a finanziarle deficit fiscali e commerciali senza precedenti, ma anche una corsa agli armamenti unica nella storia.”
“Il mondo va avanti e il mondo si globalizza, l’abbiamo già detto: Ci sarà un giorno in cui tutta l’umanità sarà un’unica famiglia e tutte le ricchezze, tutte le scienze, tutte le tecnologie e tutte le risorse saranno a beneficio di  tutti...”

“Arrivano i tempi per pensare alla patria mondiale; arrivano i tempi per pensare al mondo, perché questo mondo si è globalizzato sotto la filosofia del più triste e crudele dei concetti ovvero delle concezioni, che è un mondo globalizzato sotto l'egida di una superpotenza unica e in favore di un mondo unipolare, non per salvarlo, ma per distruggerlo; non per portare la giustizia di cui abbiamo bisogno noi tutti, ma per renderci sempre più schiavi se fosse possibile, per saccheggiarci ancora di più, se fosse probabile,per umiliarci sempre di più, per distruggere i nostri sogni che sono indistruttibili, per distruggere le nostre culture che dobbiamo preservare e moltiplicare.”

"Le condizioni attuali del mondo rendono insostenibile questo ordine infame che stiamo sopportando, e per tale motivo, a nostro avviso, il nostro primo compito è quello di seminare idee, seminare coscienze, per far sí che quando questo mondo crolli, l'umanità sia maggiormente in grado di costruire sulle proprie rovine un mondo migliore, una globalizzazione più umana".

“La globalizzazione è stata rinchiusa nella camicia di forza del neoliberalismo, e quindi, cerca di globalizzare non lo sviluppo ma la povertà; non il rispetto alla sovranità nazionale dei nostri Stati, ma la sua violazione; non la solidarietà tra i popoli, ma "si salvi chi può" in mezzo all’ineguale concorrenza sul mercato.”

"La crisi è conseguenza del clamoroso e irreversibile fallimento di una concezione economica e politica imposta al mondo: il neoliberismo e la Globalizzazione neoliberale."

“Questa lotta contro la globalizazione neoliberale è la causa comune – si può dire – di tutti i popoli dell’umanità , che non possono vedere di buon occhio che si rompa un trattato come quello di Kioto, che significa una speranza”.

“Questa lotta contro la globalizazione neoliberale è la causa comune – si può dire – di tutti i popoli dell’umanità”.

“I paesi caraibici affrontano la sfida di sopravvivere e di andare avanti in mezzo alla più profonda crisi economica, sociale e politica che abbiano sofferto il nostro emisfero e il mondo, e quando la globalizzazione neoliberista minaccia di distruggere non solo il nostro diritto allo sviluppo, bensì la nostra diversità culturale e le nostre identità. L’unica uscita per i nostri popoli è l’integrazione e la cooperazione, non solo tra gli Stati ma anche tra i diversi enti e le diverse organizzazioni regionali”.

"Il giogo asfissiante che lega i paesi latinoamericani all’evasione di capitali, è il libero acquisto, senza restrizioni né requisiti, di valuta convertibile con moneta nazionale, formula imposta come sacro principio neoliberale dalle organizzazioni finanziarie internazionali.".

"Il capitalismo sviluppato e l’imperialismo moderno, la globalizzazione neoliberale, quali sistemi di sfruttamento mondiale, sono stati imposti al mondo, così come l’importante mancanza di principi di giustizia per secoli reclamati da pensatori e filosofi per tutti gli esseri umani, la cui esistenza sulla Terra è ancora molto lontana".