“I paesi caraibici affrontano la sfida di sopravvivere e di andare avanti in mezzo alla più profonda crisi economica, sociale e politica che abbiano sofferto il nostro emisfero e il mondo, e quando la globalizzazione neoliberista minaccia di distruggere non solo il nostro diritto allo sviluppo, bensì la nostra diversità culturale e le nostre identità. L’unica uscita per i nostri popoli è l’integrazione e la cooperazione, non solo tra gli Stati ma anche tra i diversi enti e le diverse organizzazioni regionali”.

"Il turismo ha creato una domanda che ha contribuito ad attivare altri settori dell’economia nazionale. La politica seguita è stata quella di appoggiare le produzioni nazionali destinate a garantire le attività turistiche, senza trascurare la loro competitività, stabilità e qualità".

“Per la prima volta nella storia umana, la nostra specie affronta un rischio reale di estinzione. La minacciano non soltanto la distruzione del suo habitat naturale, ma anche gravi rischi politici, armi sempre più sofisticate di distruzione e sterminio massivo e dottrine estremiste che potrebbero appoggiarsi su mortali e annichilanti forze.”

“Riguardo alla politica mi pare meglio dire che è una miscela di scienza e di arte, più di arte che di scienza. Non deve dimenticarsi mai che sia in un caso che nel altro, la responsabilità del compito spetta agli esseri umani, ed essi sono tanto diversi e variabili quanto le particole negli abbinamenti della loro mappa genetica”.

“La battaglia è adesso più dura e difficile. Un impero egemonico, in un mondo globalizzato, l’unica superpotenza che è prevalsa dopo la guerra fredda e il prolungato conflitto tra due concezioni politiche, economiche e sociali radicalmente diverse, costituisce un enorme ostacolo all’unica cosa che oggi potrebbe preservare non soltanto i più elementari diritti dell’essere umano bensì la sua stessa sopravvivenza”.

“Sono sorte nel corso della vita della specie umana. Dureranno quanto durerà la nostra specie. Mai prima d’ora,  questa si era vista così minacciata dalla combinazione tra il sottosviluppo politico della società e le invenzioni tecnologiche, che sembrano non possedere un limite e superano qualsiasi razionalità nella loro capacità autodistruttiva. Guerre di sterminio, cambi climatici, fame, sete, disuguaglianze, ci circondano ovunque.”

“ L’avversario da sconfiggere è enormemente forte, però l’abbiamo tenuto a bada per mezzo secolo”.

“Nella grande democrazia degli Stati Uniti, la metà di quelli che hanno diritto al voto non sono iscritti; degli iscritti, la metà non vota, e soltanto il 25 percento degli elettori scelgono chi governa”.

“Ci sono alcuni che sognano ancora con mettere a ginocchio Cuba servendosi del criminale blocco come strumento della politica esterna degli Stati Uniti contro la nostra patria. Se quel paese cade ancora una volta nello steso errore, potrebbe rimanere altro mezzo secolo applicando quella politica inutile nei confronti di Cuba, qualora l’impero fosse capace di durare tanto tempo”.

“Il viso intelligente e nobile del primo presidente negro degli Stati Uniti, oltre due secoli dalla loro fondazione come repubblica indipendente, si era auto-trasformato, ispirato da Abraham Lincoln e Martyn Luther King, fino a convertirsi nel simbolo vivente del sogno americano”.

“Gli Stati Uniti non possono soddisfare le loro necessità vitali senza l'estrazione d’enormi risorse minerali da numerosissimi paesi che si vedono  limitati nell'esportazione degli stessi, in molti casi senza processi intermedi di raffinazione, attività che generalmente, se conviene agli interessi dell'impero, sono commercializzate da grandi imprese multinazionali con capitale yankee”.

“Esistono le condizioni per che Obama impieghi, il suo talento in una politica costruttiva che meta fine a quella che ha fracassato per mezzo secolo. Dall’altra parte, il nostro paese ha resistito e sta disponibile a resistere quanto sia necessario, non colpa ad Obama delle atrocità fatte negli altri governi degli Stati Uniti. Non questiona nemmeno la su sincerità e i suoi desideri di cambiare la politica e l’immagine degli Stati Uniti. Capisce che ha fatto una battaglia molto difficile per essere scelto, n’ostante i pregiudizi centenari”.