"Radio Martí, Televisión Martí ed altre sofisticate forme d’aggressione mediatica sono insulti al nome dell'Apostolo dell'Indipendenza, con cui tentano d’umiliare il popolo cubano e distruggere la sua resistenza.
Un diluvio di discorsi e bugie prendono di mira Cuba. Parla McCain, candidato di Bush alla Presidenza dell'impero; parla lo stesso Bush. Contro di chi? Contro Martí. A nome di chi? Di Martí".
"Come è noto, tutta la mia vita, da quando ha avuto una coscienza rivoluzionaria, l’ho consacrata, innanzitutto, al tema dell’educazione, dai tempi della Campagna d’Alfabetizzazione all’universalizzazione degli studi superiori universitari. Anche se condizionati dal blocco economico ed aggrediti siamo riusciti ad ottenere una posizione di privilegio, unica nel mondo".
"Se l'impero riuscisse ad ottenere di nuovo il controllo di Cuba, non ne rimarrebbe una sola delle scuole per gli studi superiori, create dalla Rivoluzione per offrire quel diritto a tutti i giovani; invierebbe la maggioranza a tagliare la canna da zucchero; è la sua politica dichiarata. Tenterebbe di rubare i talenti artistici e scientifici già creati, come fa con gli altri paesi del nostro emisfero.
"La potenza del nord fu sempre ostile alla nostra lotta, perché da molto tempo le aveva assegnato l’evidente destino di fare parte del suo territorio in piena espansione.
"Il nostro popolo è sul punto di arrivare ai 50 anni di crudele blocco; un migliaio dei suoi figli sono morti o sono stati mutilati come conseguenza della guerra sporca contro Cuba, unico Paese al mondo sul quale si applica una Legge d’Aggiustamento che premia l’immigrazione illegale, altra causa di morte dei cittadini cubani, tra cui donne e bambini; più di 15 anni fa ha perso i suoi principali mercati e fonti di approvvigionamento di generi alimentari, energia, macchinari, materie prime, finanziamenti a lungo termine e basso interesse.
"(...) negli Stati Uniti ci sono cinque prigionieri cubani, lontani uno dall’altro migliaia di chilometri. Non hanno nessuna zona che potrebbero definire ironicamente “Hanoi Hilton”. Le loro sofferenza e l’ingiustizia di cui sono vittime saranno conosciute dal mondo, non ne dubiti assolutamente".