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Fidel Castro non è stato solo un rinnovatore permanente dei metodi di lotta rivoluzionaria, è stato ugualmente un sognatore che ha avuto la fortuna di vedere realizzate le più belle utopie.
È noto che il suo carattere inquieto e ribelle sin dall’infanzia contribuì alla sua rapida maturità politica. A soli 21 anni, come presidente del Comitato Pro Democrazia Dominicana della FEU, realizzò azioni per reclamare la destituzione del dittatore dominicano Rafael Leónidas Trujillo, e fece parte di un progetto militare per far cadere il satrapo militare.
A 19 anni , con il diploma liceale nelle mani , nell’annuario dei diplomati del Collegio di Belén apparve una menzione singolare, si direbbe una premonizione: «Ha saputo guadagnarsi l’ammirazione e l’affetto di tutti. Studierà Diritto e non dubitiamo che riempirà di pagine brillanti il libro della sua vita. Fidel ha spessore e non mancherà l’artista».
L’artista non mancò e nel giro di pochi anni, Fidel Alejandro Castro Ruz divenne Fidel. Il rivoluzionario, il politico, il
Un invito a riflettere è il saldo che ci lascia conoscere le dichiarazioni recenti dell’attore nordamericano Keanu Reeves,
sulla società in cui vive. Nell’opinione di Reeves, siamo testimoni della degradazione di concetti relativi alla dignità, così come a quello dell‘onore, essendo questi totalmente dimenticati per lo smisurato attaccamento ai beni materiali, a detrimento delle essenze della personalità.
Escuchaba a los deportistas tras cada triunfo, o después de su presentación en los aún recientes Juegos Olímpicos de Tokio, hablar de su pueblo. Tronó el ¡Patria o Muerte, Venceremos! de Julio César La Cruz en el ring de boxeo, su «Te amo, Cuba»; a Mijaín López con su «Me debo a mi bandera»; a Luis Orta decirle al Primer Secretario del Partido y Presidente de la República de Cuba, Miguel Díaz-Canel: «Lo que se hace con el corazón siempre sale bien, son las enseñanzas de nuestro Comandante en Jefe, de Raúl y de usted».
Un invito a riflettere è il saldo che ci lascia conoscere le dichiarazioni recenti dell’attore nordamericano Keanu Reeves,
sulla società in cui vive. Nell’opinione di Reeves, siamo testimoni della degradazione di concetti relativi alla dignità, così come a quello dell‘onore, essendo questi totalmente dimenticati per lo smisurato attaccamento ai beni materiali, a detrimento delle essenze della personalità.
Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ha riaffermato la solidarietà eterna al nobile popolo haitiano danneggiato da un forte terremoto, sabato 14.
«In questi duri momenti, come in altri, per molti anni il nostro personale della Salute salva vite in questo paese. I collaboratori cubani stanno bene e aiutano in tutto il possibile. Haiti può contare sempre con Cuba!», ha risaltato dal auo account in Twitter.
Il lieve volo di una farfalla tra lui e il suo amico ha motivato l’espressione: «buon augurio; sei tu che stai qui». E il visitatore sorrise mentre riprendeva la sua spiegazione: il genio di Bolívar, la temerarietà di Sucre, il coraggio di Páez...
— Non è un professore di storia venezuelano –interrompe di nuovo il suo pari «è il Presidente di Cuba; ci sta offrendo una lezione di storia venezuelana».
— Ricordo solamente alcuni fatti, dice il personaggio, ma l’interlocutore elogia di nuovo la sua sapienza.
«Il più illustre figlio di Cuba di questo secolo, quello che ci ha dimostrato che sì si poteva tentare la conquista della Caserma Moncada; che sì si poteva trasformare la sconfitta nella vittoria che ottenemmo cinque anni dopo, in quel glorioso primo gennaio del 1959».
Il Generale d’esercito Raúl Castro Ruz defini così Fidel il 26 luglio del 1994.
«Sono ancora emozionato e le confesso una cosa, ho pianto come tutti qui»ha detto il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ai bambini di La Colmenita che, nella notte di questo 25 novembre, quando si sono compiuti cinque anni della scomparsa fisica del Comandante in Capo, hanno avuto la bella responsabilità d’inaugurare con la loro arte il Centro Fidel Castro Ruz.
Ho riletto in questi giorni le testimonianze raccolte nel libro /Dios, Chávez y Fidel/, che riassume sinteticamente la grande opera umana concepita da due uomini straordinari che hanno seminato in vita quello che oggi è necessariamente un riferimento al quale si deve tornare ogni giorno.
Che alba luminosa quella in cui un pezzetto di costa divenne un luogo imprescindibile della storia patria!
Che alba epica quella nella quale 81 uomini e il loro illustre leader gettarono le ancore sull’utopia del sogno irrealizzato dall’Apostolo per iniziare l’unica rotta possibile verso la vera libertà della nazione.
Offerte di corone di fiori in nome del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz e del Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, sono stste poste davanti ai monumenti funerari di Martí e di Fidel nel cimitero patrimoniale di Santa Ifigenia, a Santiago di Cuba, en occasione del 65º anniversario dello sbarco dello yacht Granma e del Giorno delle Forze Armate Rivoluzionarie.