Articoli e Riflessioni
Non ho nulla contro il Brasile. A non pochi brasiliani, continuamente martellati con argomenti in un senso o nell’altro, capaci di confondere persone tradizionalmente amiche di Cuba, potremmo sembrare dei guastafeste a cui non importa compromettere le entrate nette in valuta estera di quel paese. Tacere sarebbe per me scegliere tra l’idea di una tragedia mondiale ed un supposto beneficio per il popolo di quella grande nazione.
Il più genuino rappresentante di un sistema di terrore, imposto al mondo dalla superiorità tecnologica, economica e politica della più forte potenza che abbia conosciuto il nostro pianeta è, senza dubbio, George W. Bush. Condividiamo, perciò, la tragedia dello stesso popolo nordamericano e dei suoi valori etici. Solamente dalla Casa Bianca potevano provenire le direttive per la sentenza emessa venerdì scorso da Kathleen Cardone, giudice della Corte Federale di El Paso, che ha concesso la libertà su cauzione a Luis Posada Carriles.
Si è appena conclusa la riunione di Camp David. Abbiamo tutti ascoltato con interesse la conferenza stampa del Presidenti degli Stati Uniti e del Brasile, le notizie in merito alla riunione e le opinioni espresse.
Non si tratta di una cifra esagerata, è viceversa prudente. Ci ho riflettuto abbastanza dopo la riunione del presidente Bush con i costruttori d’automobili nordamericani.
Ieri, 12 giugno, un cane da guardia e portavoce rabbioso dell’impero e della mafia terrorista di Miami, il Nuevo Herald, ha pubblicato un articolo intitolato "La Sezione d’Interesse degli USA a L’Avana è sotto assedio", nel quale il Governo cubano viene accusato di aver interrotto la fornitura d’elettricità ed acqua alla detta Sezione, nell’ambito di quel che definiscono "l’approfondimento di una crisi diplomatica", iniziata "da quando è stato installato il pannello luminoso sulla facciata della sede della SINA".
Finito il pranzo offerto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, dopo la chiusura della seduta inaugurale del Vertice del Millenio, ci fu indicato a tutti di trasferirci ad un altro locale per la fotografia ufficiale.
La Tribuna Aperta nei pressi dell’Ufficio di Interessi degli Stati Uniti riprende la sua attività di orientamento e mobilizzazione questo lunedì alle ore 17.
Il destino di Elian è incerto.