"Il popolo che porta avanti l'eroica lotta del periodo speciale per salvare la Patria, la Rivoluzione e le conquiste del socialismo, avanza irrefrenabile verso le proprie mete, così come lo fecero i combattenti di Camilo e Che dalla Sierra Maestra all'Escambray".

"La condotta e le azioni di riposta di Cuba di fronte alle provocazioni dell’impero saranno assolutamente pacifiche, ma colpiremo con tutta la forza della nostra morale e saremo disposti a versare fino all’ultima goccia di sangue davanti a qualsiasi aggressione bellica dell’impero sconvolto e brutale che ci minaccia.  Nessuno dimentichi nemmeno per un istante quella gloriosa promessa del Titano di bronzo: “colui che cerchi d’appropriarsi di Cuba solo raccoglierà la polvere del suo suolo intriso di sangue se non perisce nella contesa”.

"Approfondire nella coscienza, formare il carattere, istruire nella dura scuola della vita della nostra epoca, seminare idee solide, utilizzare argomenti incontestabili, predicare mediante l'esempio della propria condotta e aver fiducia nell'onore dell'uomo, può far sì che, di ogni dieci giovani, nove si mantengano nei loro posti di combattimento accanto alla bandiera, a fianco della Rivoluzione e insieme alla Patria".

“L’interpretazione dell’Inno il 20 ottobre coincide con il fatto di guerra con il quale la Rivoluzione raggiunge la prima e più importante vittoria sulle truppe coloniali spagnole. La capitolazione di Bayamo e l’entrata vittoriosa di Céspedes nella città, suppongono la culminazione dell’atto di ribellione iniziato il 10 ottobre nello zuccherificio "La Demajagua", che segnò una svolta nella storia del paese e fece nascere, dalle cenere dei primi recinti coloniali, la nazione cubana”.

"Juan Miguel, la Patria ti ringrazia per la fermezza ed il coraggio con cui hai difeso il suo onore e la sua giusta vittoria! Tu hai dimostrato che, in momenti decisivi della storia di un popolo, la condotta di un uomo può compensare il disonore che gli abbiano occasionato tutti i traditori insieme, come quelli che vollero strapparci tuo figlio".

"Juan Miguel, per salvare la vita di Elián, fu disposto a dare la propria vita e a rischiare quella di sua moglie e dell’altro suo figlio. Ma non fu mai disposto a comprare la consegna di quel bambino che tanto amava al prezzo del tradimento della patria. La sua condotta gli valse la gloria e l’eterna ammirazione del suo popolo".

"Tralasciando molti altri avvenimenti indimenticabili, in nessuna delle occasioni menzionate delle nostre lotte provai tanta intensa emozione, come quando si aprì la porta del piccolo aereo che li portò dagli Stati Uniti, dopo tanti mesi di battaglia senza tregua, e vidi emergere, alle 19:53 del 28 giugno, le figure di Juan Miguel e Elián. Un piccolo bambino ed un semplice padre cubano che molte poche persone conoscevano fino a qualche mese fa; ritornavano trasformati in giganti simboli morali della nostra patria".

"In un mondo dove l’alleanza degli Stati Uniti e le potenze capitaliste sviluppate dell’Europa, si impadronisce ogni volta di più delle risorse e del frutto del lavoro dei popoli, qualsiasi cittadino onesto, qualsiasi fossi la sua posizione dinanzi al governo, si opporrebbe all’intervento militare straniero nella sua Patria".

"Esiste per fortuna l’altra Venezuela, quella di Bolívar e  Miranda, quella di Sucre e di una legione di capi e pensatori brillanti che furono capaci di concepire la grande patria latinoamericana della quale ci sentiamo parte e per la quale abbiamo resistito più di mezzo secolo di aggressioni e di blocchi".

"Cominciò allora la principale battaglia:  preservare l'indipendenza di Cuba di fronte all'impero più poderoso mai esistito, e battaglia ingaggiata con gran dignità dal nostro popolo. Oggi mi fa piacere osservare quelli che, nonostante gli incredibili ostacoli, sacrifici e rischi, hanno saputo difendere la nostra Patria, ed in questi giorni, assieme ai loro figli, ai loro genitori ed ai loro esseri più cari, vivono la gioia e le glorie d’ogni nuovo anno."