“Questa città militare la faremo diventare scuola, dove verranno centinaia dei bambini, perché le nostre caserme si trovano nel popolo, la nostra Rivoluzione la difende il popolo!  E allorché si dovrà combattere un nemico straniero, tutto il popolo sarà presto a difenderla!”

“Una rivoluzione  educa, una rivoluzione combatte l’ignoranza e l’incultura, perché nell’ignoranza e l’incultura si trovano i pilastra sui quali si appoggia tutto l’edificio della menzogna,  tutto l’edificio della miseria, tutto l’edificio dello sfruttamento.”

"Il Ballet Nacional de Cuba è stato presente nei momenti vertici delle nostre più grandi realizzazioni culturali durante la lunga battaglia per l’indipendenza e per il socialismo, portata avanti dal nostro popolo".

"L’eccellenza di Alicia, il suo talento, la sua tenacità e il suo esempio, che ispirarono generazioni di grandi e brillanti artisti, resero possibile il miracolo: l’esistenza del Ballet Nacional de Cuba con qualità e prestigio mondiali; la nascita della Scuola Cubana di Danza Classica, sintesi d’universalità, tradizione, cubanità e stile proprio, riconosciuta e acclamata in qualunque parte del pianeta; la formazione di nuovi e straordinari valori e la possibilità di raggiungere altri ambiziosi sogni".

“Siamo dell’opinione che la gioventù si deve istruire  bene,  insegnare bene, organizzare bene, formare bene, modellare bene.  E forze la Rivoluzione non avrà altro più importante di questo, cioè, preparare le nuove generazioni per una vita superiore, per una vita migliore, per una vita diversa”.

”L’indipendenza non è una bandiera, o un inno, oppure uno scudo; l’indipendenza non è questione di simboli, l’indipendenza dipende dallo sviluppo, l’indipendenza dipende dalla tecnologia, dipende dalla scienza nel mondo attuale. Come possiamo ottenerla senza educazione?”

“Il capitalismo è stato incapace di creare una società razionale; ha creato una società pletorica di contraddizioni e di assurdi, pletorica di paradossi; ha creato una società che spreca tutto, le risorse naturali e soprattutto le risorse umane; una società che aliena tutto.”

“Senza quei anni di cui abbiamo disposto per educare, seminare idee, coscienze, sentimenti di profonda solidarietà in seno al popolo  e ad uno spirito internazionalista, il nostro popolo non avrebbe avuto le forze per resistere.”

“La crisi economica significa inoltre l’inasprimento di problemi di grande importanza la cui soluzione è lontana: la povertà, la fame e le malattie che uccidono ogni giorno decine di milioni di persone nel mondo; l’analfabetismo, la mancanza di cultura, la disoccupazione, lo sfruttamento del lavoro e la prostituzione di milioni di bambini; il traffico e il consumo di droghe che mobilitano e assorbiscono centinaia di migliaia di milioni di dollari; il lavaggio di denaro sporco; la mancanza d’acqua; la scarsità di case, ospedali, comunicazioni, scuole e centri d’istruzione”.

Sebbene è vero che molti riconoscono al nostro paese dei progressi nella sanità, nell'istruzione, nello sport, come se fossero gli unici obiettivi o gli obiettivi finali delle nostre lotte o delle nostre vite, bisogna dire: Noi cerchiamo qualcosa in più, qualcosa di più nobile, cerchiamo la giustizia per tutti.

Una vera e propria cultura di protezione e preservazione delle scuole, delle sue risorse e attrezzature, si deve sviluppare nei bambini, nei maestri, nei genitori, nei vicini e in tutto il popolo. Non si può creare niente di più nobile, stimolante e benefico di una scuola…Non permettiamo mai che quanto oggi ci rallegra diventi domani, per indolenza o per irresponsabilità, motivo di tristezza e frustrazione .Conserviamo e proteggiamo l’opera! Siamo degni delle prodezze che abbiamo dimostrato d’essere capaci di realizzare!