"La nostra Rivoluzione possiede quattro cose che costituiscono motivi d’ammirazione per i cubani: questa è, in primo luogo, una rivoluzione che ha un popolo; è una rivoluzione dove il governo della repubblica può dire che possiede un esercito; è una rivoluzione che possiede una dottrina ed è una rivoluzione che crea leggi davvero rivoluzionarie."
"La Rivoluzione deve aspirare all’amicizia e alla simpatia di tutti i popoli del mondo; la Rivoluzione deve aspirare ai rapporti commerciali con tutti i popoli del mondo; la Rivoluzione deve aspirare a tutti i rapporti d’amicizia con tutti i popoli del mondo."
“Questa città militare la faremo diventare scuola, dove verranno centinaia dei bambini, perché le nostre caserme si trovano nel popolo, la nostra Rivoluzione la difende il popolo!  E allorché si dovrà combattere un nemico straniero, tutto il popolo sarà presto a difenderla!”

“E ricordate questo, ricordate questo che ci insegna la storia: che questi processi rivoluzionari no hanno termine medio, essi trionfano interamente oppure sono sconfitti, che la storia  insegna che si passa dall’estrema rivoluzione all’estrema reazione.  E che, naturalmente, noi non saremo tra gli sconfitti.”

"Al nostro popolo lo potranno far sparire dalla faccia della Terra, ma non potranno è mai vincerlo; perché il nostro popolo con la sua ragione, con il suo eroismo, con la sua dignità, con il suo decoro e con la sua grandezza è un popolo invincibile ed è un popolo che bisogna rispettare."

“Una rivoluzione non è un avvenimento semplice nella storia di un popolo.  Una rivoluzione è un fatto complesso e difficile e che ha, inoltre, la virtù, di essere una grande maestra, perché ci insegna sulla pratica, e sulla pratica rafforza la coscienza del popolo, e sulla pratica ci insegna cosa è una rivoluzione”.

“Cuba non si intimorirà, Cuba non desisterà; la Rivoluzione non si fermerà, la Rivoluzione non desisterà, la Rivoluzione continuerà andando avanti vittoriosa, la Rivoluzione continuerà irremovibile la sua marcia! Ed è questa la nostra promessa non ai morti, perché morire per la patria è vivere, ma ai compagni che avremo sempre in pensiero come qualcosa di nostro; e non nel ricordo al cuore di un uomo o degli uomini, ma nel ricordo unico e incancellabile: il ricordo al cuore di un popolo.”

"Non solo che sapremo resistere qualsiasi aggressione, ma che sapremo vincere qualsiasi aggressione, e che ancora una volta l’unico dilemma è lo stesso del momento in cui abbiamo avviato la nostra lotta rivoluzionaria: la libertà o la morte".

“Le rivoluzioni non si fanno per capriccio degli uomini, nessuno potrebbe dire che il capriccio di un gruppo di uomini potesse condurre un popolo a una rivoluzione; le rivoluzioni le fanno le necessità, e i popoli non hanno la colpa delle rivoluzioni;  i popoli le fanno, costretti dalle necessità, anche se coloro che ci intervengono le fanno volentieri”.

“…lavorare, ad organizzare ed a mettere in marcia lo spirito creativo, l’entusiasmo della donna cubana, perché la donna cubana, in questa tappa rivoluzionaria fascia scomparire perfino l’ultimo vestigio di discriminazione; e abbia, la donna cubana, per le sue virtù ed i suoi meriti, il luogo che le corrisponde nella storia della patria.”



 

“e grazie agli uomini che in condizioni molto avverse, agli uomini che all’epoca repubblicana ingaggiarono la lotta disuguale contro la penetrazione yankee, uomini che vanno da Juan Gualberto Gómez e Sanguily - che si opposero tenacemente alla penetrazione-, fino agli uomini che negli anni 20 e 30 si sacrificarono e caddero lottando perché sopravvivesse la nazionalità cubana, lo spirito nazionale cubano, perché lo spirito nazionale non fosse assorbito dallo straniero potente; grazie a loro, a quell’opera di generazioni, a quella tradizione, noi abbiamo potuto raccogliere questa maturità e questa coscienza rivoluzionaria nel nostro popolo”.

“Noi non dobbiamo chiedere perdono a nessuno. Quanto abbiamo fatto, l’abbiamo fatto con molta consapevolezza, e soprattutto molto convinti dei nostri diritti a farlo”.