Ignacio ama una donna. In lui non c’è niente di straordinario. Gli piace la poesia Vuole bene ai suoi amici, con fedeltà. È militare e lo appassiona la sua carriera.
 
Adesso lei, la sua Amalia si trova a migliaia di chilometri con il figlio che cresce lentamente nel suo ventre. Non c’è tempo per leggere e lui è solo un soldato che mette tutti sensi nel combattimento e nella preservazione della sua vita e di quella dei suoi amici che sono lì anche loro.
 

Nel  1972, a Manzanillo, un giovane poeta scrisse: «A Quito un’anziana / quasi centenaria / dopo aver visto Fidel , avergli stretto la barba col sorriso / il cuore pieno di popolo/, tutta un tremito/ una brace incredibile con le sue ceneri / disse al nipote / che già poteva morire / che già era felice /perché aveva visto/l’Uomo .

C'est aussi grâce aux livres, qui ont été le tremplin et le soutien de chacune des batailles de sa vie, que Fidel est devenu révolutionnaire
 
« Un grand nombre de classiques sont passés entre mes mains au cours des années mouvementées de ma vie », a déclaré Fidel. Photo: Granma Archive

Nel 1985, un giornalista straniero chiese a Fidel: «Quale vorrebbe che fosse il suo legato? Come le piacerebbe che s’interpretasse quello che lei ha fatto in questi anni?».
 
Come parte della succinta risposta, nella quale  disse chiaramente che la sua permanenza nel potere era direttamente  relazionata con i suoi doveri
 

Attraverso uno sguardo intimo e riflessivo la  mostra /Tutta  la gloria del mondo/ rivela molteplici dimensioni del Comandante in Capo
 
Dall’intimità della casa allo spazio pubblico, dalle conversazioni tranquille ai dialoghi intensi, dall’atteggiamento dell’anziano venerabile, alla siluetta imponente del leader, dalle mani inconfondibili ai gradi di Comandante in Capo…  

Una collega scrive su Fidel: «Non accettò mai la sconfitta»; e il pensiero va verso le ragioni che fecero di questa sua caratteristica, lontana da sterili ostinazioni, la condizione per trasformare l’utopia in materia palpabile.