Articoli e Riflessioni
Sono sicuro che da parte dell’Iran, non ci si devono aspettare azioni irriflessive che contribuiscano allo scoppio di una guerra; se questa inevitabilmente scoppierà, sarà frutto esclusivo dell’avventurismo e dell’irresponsabilità congenita dell’impero yankee. Penso, da parte mia, che la situazione politica creata attorno all’Iran e i rischi d’una guerra nucleare che ne emanano e che coinvolgono tutti – possiedano o meno tali armi - sono davvero molto delicati, perchè minacciano la stessa esistenza della nostra specie.
Ho immaginato Obama, che articola bene le parole, per il quale, nella sua ricerca disperata della rielezione, i sogni di Luther King distano più anni luce del pianeta abitabile più vicino.
E anche peggio: uno qualsiasi dei congressisti repubblicani ‘presidenziabili’, un leader o una leaderessa del Tea Party, che ha più armi nucleari alle sue spalle che idee di pace nella sua testa.
Quelli abituati a leggere le notizie e analisi internazionali seri, sanno come il rischio dello scoppio di una guerra con l’uso delle armi nucleari aumenta man mano cresce la tensione nel Vicino Oriente, dove nelle mani del governo israeliano si cumulano, centinai d’armi nucleari pronte per esse usate, e il cui carattere di forti potenze nucleari non è ammessa né smentita. Ugualmente aumentala tensione intorno alla Russia, paese d’indiscutibile capacità di risposta, minacciato da un presunto scudo nucleare europeo.
Mentre l’Israele creava acceleratamente un arsenale nucleare, nel 1981 attaccò e distrusse il reattore nucleare iracheno di Osirak. Nel 2007 fece esattamente lo stesso con il reattore siriano di Dayr az-Zawr, un fatto di cui l’opinione mondiale stranamente non fu informata. Le Nazioni Unite e l’IAEA conoscevano perfettamente quanto successo. Tali azioni contavano con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica.
Che cos’è l'ONU? Un'organizzazione promossa dagli Stati Uniti prima della fine della Seconda Guerra Mondiale. Quella nazione, il cui territorio si trovava considerevolmente distante dagli scenari della guerra, si era enormemente arricchita; aveva accumulato l’80% dell'oro mondiale e guidata da Roosevelt, sincero antifascista, promosse lo sviluppo dell'arma nucleare che Truman, il suo successore, oligarca e mediocre, non esitò ad usare nel 1945 contro le città indifese di Hiroshima e Nagasaki.
Devo dire che le elezioni in Nicaragua sono state nello stile tradizionale e borghese che non ha nulla di giusto e di equo, dato che i settori oligarchici di carattere antinazionale e pro imperialista dispongono, come norma, del monopolio delle risorse economiche e pubblicitarie che, in generale e in modo speciale nel nostro emisfero, sono al servizio degli interessi politici e militari dell’impero e questo fa risaltare la grandezza della vittoria sandinista.
Questi paesi pretendono di monopolizzare le tecnologie ed i mercati attraverso i brevetti, le banche, i mezzi più moderni e costosi di trasporto, il dominio cibernetico dei processi produttivi complessi, il controllo delle comunicazioni e dei mass media per ingannare il mondo.
Adesso che gli abitanti del pianeta hanno raggiunto la cifra di 7 miliardi, gli stati che rappresentano solo una persona su sette e che, a giudicare dalle massicce proteste in Europa e negli Stati Uniti, non sono molto felici, mettono a rischio la sopravvivenza della nostra specie.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, ha appena adottato una decisione coraggiosa: dare all’eroico popolo della Palestina il diritto di partecipare come membro attivo nell’UNESCO. 107 Stati hanno votato a favore, 14 contro e 52 si sono astenuti, Tutti conoscono perfettamente il perchè.
Questo è stato, invece, un nobile obbiettivo della Rivoluzione cubana, che implicava il compito di promuovere sia lo sport quanto la salute, l’educazione, la scienza, la cultura e l’arte che sono sempre stati principi ai quali la Rivoluzione non ha mai rinunciato.
Qualsiasi persona onesta, capace d’osservare con obiettività i fatti, può apprezzare il pericolo dell’insieme dei fatti cinici e brutali che caratterizzano la politica degli Stati Uniti e spiegano la vergognosa solitudine di questo paese nel dibattito nelle Nazioni Unite sulla ‘Necessità di porre fine al blocco economico commerciale e finanziario contro Cuba’.
Quando è giunta l’ora della votazione, due paesi non erano presenti: la Libia e la Svezia; tre si sono astenuti: le Isole Marshall, la Micronesia e Palau; due hanno votato contro: gli Stati Uniti ed Israele. Se sommiamo quelli che hanno votato contro, si sono astenuti o non erano presenti - Stati Uniti, 313 milioni d’abitanti; Israele, 7 milioni e 400 mila; Svezia, 9 milioni e 100 mila; Libia, 6 milioni e 500 mila; Isole Marshall, 67.100; Micronesia, 106.800; Palau, con 20.900 – raggiungiamo la cifra di 336 milioni 194 mila abitanti, equivalente al 4.8% della popolazione mondiale, che questo…
Poco più di otto mesi fa, il 21 febbraio di quest’anno, ho affermato con piena convinzione: “Il piano della NATO è occupare la Libia”. Con questo titolo ho affrontato per la prima volta il tema in una Riflessione, il cui contenuto sembrava frutto della fantasia. Includo in queste righe gli elementi di giudizio che mi avevano portato a quella conclusione.