Articoli e Riflessioni
Il mondo sta soffrendo inoltre le conseguenze del cambiamento climatico; scarseggiano gli alimenti ed aumenta il loro prezzo, mentre crescono le spese militari e lo spreco delle risorse naturali ed umane. Una guerra era la cosa più inopportuna che poteva accadere in questi frangenti. La visita di Obama in America Latina è passata in secondo piano, quasi nessuno s’occupa del tema. In Brasile si sono resi evidenti le contraddizioni d’interessi tra gli Stati Uniti e quel fraterno paese.
Avevamo veramente bisogno di conforto e quindi ci è appena arrivato, grazie a quell’angelo salvatore della nostra specie, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la sua colossale invenzione: i certificati di buona condotta.[...]Chi inganneranno Obama, la NATO e Ban Ki-moon con i certificati di buona condotta?
Lo spreco e le società consumiste capitalistiche nella sua fase neoliberale e imperialista, stanno portando il mondo in un vicolo senza uscita, dove il cambiamento climatico e il costo crescente degli alimenti, porta miliardi di persone verso i peggiori indici di povertà.
Un forte terremoto di magnitudine 8,9, ha scosso oggi il Giappone. Il peggio è che le prime notizie parlavano di migliaia di morti e scomparse, cifre infatti inusitate in un Paese sviluppato dove tutto si costruisce a prova di terremoti. (...)
Un altro terremoto, di carattere politico, potenzialmente più grave, è quello che accade intorno alla Libia, e che colpisce di un modo o un altro a tutti i Paesi.
Estamos contra la guerra interna en Libia, a favor de la paz inmediata y el respeto pleno a la vida y los derechos de todos los ciudadanos, sin intervención extranjera, que solo serviría a la prolongación del conflicto y los intereses de la OTAN.
Vediamo con chiarezza che la preoccupazione fondamentale degli Stati Uniti e della NATO non è la Libia, bensì l'ondata rivoluzionaria scatenatasi nel mondo arabo che desiderano ostacolare a qualunque prezzo. È un fatto irrefutabile che le relazioni tra gli Stati Uniti ed i loro alleati della NATO con la Libia erano ottimi negli ultimi anni, prima che sorgesse la ribellione in Egitto ed a Tunisi.
L’imperialismo e la NATO- seriamente preoccupati dall’onda rivoluzionaria scatenata nel mondo arabo, dove si produce gran parte del petrolio che sostiene l’economia di consumo dei paesi sviluppati e ricchi – non possono non approfittarsi del conflitto interno nato in Libia per promuovere l’intervento militare. Le dichiarazioni fatte dall’amministrazione degli Stati Uniti dal primo momento sono state categoriche in questo senso.
Il genio è uscito dalla bottiglia e la NATO non sa come controllarlo.Cercano di far rendere al massimo i lamentevoli fatti della Libia. Nessuno può sapere quello che sta accadendo là in questo momento. Tutte le cifre e le versioni, anche le più inverosimili, sono state diffuse dall’impero attraverso i mezzi di stampa di massa, seminando il caos e la disinformazione.
Dovremo aspettare il tempo necessario per conoscere in realtà quanto c’è di vero o no, o s’è invece una miscela di fatti di ogni tipo, che in mezzo al caos, sono accaduti in Libia. Ciò che per me è assolutamente chiaro è che il Governo degli Stati Uniti non è interessato alla pace in Libia e non tituberà nel dare alla NATO l’ordine di invadere questo ricco paese in poche ore o tra pochi giorni.
Dopo 18 giorni di dura lotta, il popolo egiziano è riuscito un importante obiettivo: abbattere il principale alleato degli Stati Uniti nel seno dei paesi arabi. Mubarak opprimeva e saccheggiava il suo popolo, era nemico dei palestinesi e complice dell'Israele, la sesta potenza nucleare del pianeta, consociata con il gruppo bellicoso della NATO.
La sorte di Mubarak è segnata, e già nemmeno l’appoggio degli Stati Uniti potrà salvare il suo governo. In Egitto vive un popolo intelligente, con una gloriosa storia, che ha lasciato la sua impronta nella civiltà umana. "Dall’alto di queste piramidi 40 secoli vi guardano", si dice che esclamò Buonaparte in un momento d’esaltazione, quando la rivoluzione degli enciclopedisti lo portò a questo straordinario incrocio di civiltà.
L'ordine mondiale esistente è stato imposto dagli Stati Uniti alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e ha preservato per sé tutti i privilegi. Obama non ha forma di gestire la confusione che hanno creato. Alcuni giorni fa ha crollato il governo di Tunisi, dove gli Stati Uniti avevano imposto il neoliberalismo ed erano felice della loro prodezza politica. La parola democrazia era scomparsa dallo scenario.