Discorsi
In quell'epoca trionfava la Rivoluzione, non esisteva organizzazione --il nostro piccolo esercito si era praticamente disciolto in una folla di nuovi combattenti che occuparono le armi, occuparono le caserme, e chenel giro di qualche settimana crebbe fino a 40 000 uomini, diciamo che crebbe dieci volte ilnostro esercito -, la folla per le strade, la situazione era caotica. La cosa peggiore però era che c'era da fare tutto.
Non vengo qui per stabilire un dovere protocollare o perché la tradizione stabilisca la norma che un invitato ufficiale visiti il Parlamento; non appartengo a quella categoria di uomini che cercano onori, sollecitano privilegi o si lasciano attirare dalle vanità. Quando visito un paese, e in special modo se si tratta di un popolo fratello tanto amato come quello del Venezuela, compio i desideri di coloro che considero che lo rappresentano con grande dignità e coraggio.
Il numero di poveri in America Latina e i Caraibi raggiunge ormai il 45% della popolazione totale, sono 224 milioni di persone di cui 90 milioni sono indigenti. Oltre la metà del totale di poveri e indigenti sono bambini e adolescenti.Come conferma il Fondo di Nazioni Unite per Infanzia: "I bambini sono i più colpiti dalla povertà. Nessun altro gruppo di età è tanto vulnerabile. Causa in loro danni fisici e psicologici che durano tutta la vita."
In modo incidentale aggiungo che nel nostro paese abbiamo sviluppato un metodo per insegnare a leggere e scrivere per radio, tale metodo si sta provando adesso nella Repubblica di Haiti. Cominciò con 300 persone e i risultati sono stati spettacolari. Adesso si è esteso a 3000 persone, e stanno pianificando come eseguirlo in tutto il paese. Lo abbiamo applicato con il creole, che è la lingua degli haitiani. I risultati sono veramente stimulanti. Se quello risulta così, la possibilità di ridurre il numero di analfabeti è grande, con un minimo di risorse, un minimo veramente.
Nemmeno noi stessi ci rendevamo conto della grandezza dell’audacia con la quale noi ci vedemmo coinvolti in quella battaglia che si portò avanti qui tra il 20 ed il 30 novembre, quarantadue anni fa. Soltanto tredici chilometri di strada asfaltata ci separavano da Bayamo, allora quartiere generale di operazioni dell’esercito nemico. Centottanta combattenti inesperti, quasi tutti giovani recentemente usciti dalla nostra Scuola di Reclute, sfidavano 5000 uomini delle truppe d’elite nemiche.
L’umanità è entrata in uno dei periodi più complessi della sua storia.
Il nuovo millennio s’inizia per noi in mezzo al fragore di una intensa e prolungata lotta.
I prossimi anni saranno decisivi non soltanto per Cuba ma anche per tutti i popoli che vivono nel pianeta.
Ho un problema, ed è che stiamo commemorando due cose: il 40 anniversario dell’INDER e l’inaugurazione della Scuola Internazionale di Educazione Fisica e dello Sport . Che cosa faccio? Di che cosa parlo? E tutto è stato frutto della casualità, perché questa scuola non venne inaugurata due o tre mesi fa perché non c’era tempo. Adesso coincide la possibilità con questo anniversario, e le due cose, a mio giudizio, sono molto importanti.
Questo è il popolo "in catene" i cui diritti umani reclama a Ginevra l’impero "democratico" degli Stati Uniti, e lo fa con più furore che mai, appena tre mesi dopo che fu protagonista della frode elettorale e del furto più scandaloso dell’ambito trono presidenziale mai commesso in quel paese.
Di nuovo si stagliano all’orizzonte le possibilità di una guerra fredda e l’inizio di una nuova disperata corsa agli armamenti, visto che nessuna grande nazione o gruppo di nazioni, in possesso dei mezzi scientifici tecnici e necessari, si rassegnerà a restare disarmata di fronte ad un temibile , aggressivo ed insaziabile avversario.
Quando nel 1981 parlai nella 68º Conferenza Interparlamentaria, dopo aver citato indici e dati che mostravano il crescente abisso che separava il mondo sviluppato ed opulento dai paesi che furono loro colonie e loro domini, vittime di un ininterrotto saccheggio durato secoli, pronunciai una frase che poteva sembrare troppo forte: "Se il presente è tragico, il futuro si prospetta tenebroso."
"Qui, di fronte alla tomba dei compagni caduti; qui, accanto alle spoglie dei giovani eroi, figli di operai e figli di umili famiglie" - a questo voglio aggiungere oggi due nuove frasi: in memoria di tutti i caduti durante 133 anni per la Patria e per la giustizia, in nome di coloro che diedero la loro vita per l’umanità in eroiche missioni internazionaliste- "riaffermiamo la nostra decisione, allo stesso modo di coloro che offrirono il loro corpo ai proiettili, di coloro che diedero la vita; non importa quando verranno i mercenari, noi tutti, orgogliosi della nostra Rivoluzione, orgogliosi…
Tre giorni fa abbiamo commemorato la proclamazione del carattere socialista della Rivoluzione, e abbiamo reso omaggio ai giovani artiglieri caduti in combattimento mentre respingevano il vile e improvviso attacco degli aerei appartenenti al governo degli Stati Uniti, mascherati con i colori dell’aviazione cubana.
Il fatto che Playa Girón ritornasse nelle nostre mani, 66 ore dopo che gli esploratori della forza invaditrice calpestassero le coste della nostra patria, dimostra il vigore del fulminante contrattacco con cui gli invasori furono costretti a scontrarsi. Si lottò…