Articoli e Riflessioni
Domani sarà un giorno di grande importanza. L’opinione mondiale sarà attenta a quello che accadrà negli Stati Uniti con le elezioni. Si tratta della nazione più potente del pianeta. Con meno del 5 percento della popolazione mondiale, succhia ogni anno enormi quantità di petrolio e gas, minerali, materie prime, beni di consumo e prodotti raffinati provenienti dall’estero; molti di loro, specialmente i combustibili e i materiali scavati dalle mine, che non sono rinnovabili.
Non è l'iniezione di denaro in sé ai paesi in sviluppo quello che critico nella mia riflessione di ieri, come interpretarono alcuni dispacci telegrafici.
Il Fondo Monetario Internazionale, che è infatti la stessa cosa, annuncia l’iniezione di alte somme ai suoi clienti dell’Europa Orientale. All’Ungheria l’inietta la somma pari a 20 miliardi d’euro, di cui la maggior parte sono dollari proveniente dagli Stati Uniti. Le macchine non smettono di stampare banconote né il FMI di conferire i suoi prestiti leonini.
Chávez ha parlato a Zulia sul "camerata Sarkozy", e l’ha detto con una certa ironia, ma senza intenzione di ferirlo. Anzi, ha voluto piuttosto riconoscere la sua sincerità, quando, nella sua condizione di Presidente rotativo della Comunità di Paese Europei, ha parlato a Beijing.
E’ una forza spirituale. Nei momenti critici della storia della Russia ha avuto un ruolo importante. Quando cominciò la Grande Guerra Patria, dopo lo sleale attacco nazista, Stalin accorse ad essa in appoggio degli operai e dei contadini che la Rivoluzione d’Ottobre fece padroni delle fabbriche e della terra.
Domenica 12 ottobre, i paesi dell’Eurozona accordarono un piano anticrisi per iniziativa di Sarkozy, Presidente di Francia.
Lunedì 13, sono annunciate le cifre multimilionarie di denaro che i paesi dell’Europa lanceranno al mercato finanziario per evitare un collasso. Le azioni sono salite con le sorprendenti notizie.
Mentre si svolgevano i drammatici combattimenti a Cangamba vediamo che gli intenzioni dei nemici andavano al di là di una azioni isolata. In primo luogo, era necessario salvare gli internazionalisti cubani e gli uomini della 32 brigata delle FLAPA.
Tre giorni fa, venerdì 10 ottobre, il mondo sussultava sotto l’impatto della crisi finanziaria di Wall Street. Si è perso il conto dei milioni di dollari in banconota che la Riserva Federale ha iniettato nelle finanze mondiali perché le banche continuino a funzionare e i risparmiatori non perdano i loro soldi.
“Per molta discrezione che sia richiesta agli integranti degli Stati Maggiori e dei posti di comando, si trapela sempre qualcosa di un'azione di guerra che ormai dura più d’otto giorni e ha mantenuto in massima tensione centinaia d’uomini e di donne ad ambedue le parti dell’oceano.
Il commercio entro la società e tra i paesi è lo scambio tra i beni e i servizi che producono gli esseri umani. I padroni dei mezzi di produzione s’impossessano dei guadagni. Loro gestiscono, come classe, lo stato capitalista e si vantano d’essere loro ad impulsare lo sviluppo e il benessere sociale a traverso il mercato, il quale è venerato come dio infallibile.
Tutta la stampa internazionale parla dell’uragano economico che frusta il mondo. Molti lo presentano come un fenomeno nuovo. Per noi era saputo. Preferisco abbordare oggi un altro argomento attuale di grande interesse anche per il nostro popolo.
Il 2 ottobre scorso abbiamo parlato del prezzo internazionale dei combustibili che consumiamo. Ho l’impressione che per la sua importanza ha richiamato l’attenzione di molti dirigenti e quadri.