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L’Agenzia Centrale d’Intelligenza (CIA) degli Stati Uniti Estados ha spiato per anni le comunicazioni diplomatiche e militari di centinaia di paesi, utilizzando macchine in codice di una compagnia svizzera, di proprietà della CIA e dell’agenzia dei servizi segreti tedeschi BND, rivelarono comunicati diffusi dal centro indipendente National Security Archive (NSA).
È la mattina del 4 marzo del 1960. Nella baia de L’Avana naviga la nave a vapore francese La Coubre, che era salpata dieci giorni prima dal porto di Amberes, in Belgio, carica di armi e munizioni destinate alla difesa della nascente Rivoluzione.
Un’immagine dell’epoca ha fissato il momento dell’attracco al molo. Appare enorme e molto signorile, come se 4000 tonnellate della sua stiva levitassero sull’acqua.
Nessuno immagina che porta due bombe attivate tra le armi e le munizioni che l’Isola aveva comprato in Belgio.
Il Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, in occasione della commemorazione, oggi 22 aprile, del 150º anniversario della nascita di Vladimir Ilich Lenin, ha inviato un messaggio al Partito Comunista della Federazione della Russia, in cui si dichiara unito «a tutti i rivoluzionari del mondo» nel ricordo riverente al fondatore e leader della leggendaria Rivoluzione Socialista d’Ottobre.
Riverenza e mobilitazione –così come devono essere sempre gli omaggi ai nomi più alti delle lotte storiche per la giustizia sociale – è stato l’omaggio del movimento operaio cubano al leader proletario universale, Vladimir Ilich Lenin. Per onorarlo in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, i lavoratori dell’Isola sono stati convocati a commemorare il prossimo 1º Maggio.
Riverenza e mobilitazione –così come devono essere sempre gli omaggi ai nomi più alti delle lotte storiche per la giustizia sociale – è stato l’omaggio del movimento operaio cubano al leader proletario universale, Vladimir Ilich Lenin. Per onorarlo in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, i lavoratori dell’Isola sono stati convocati a commemorare il prossimo 1º Maggio.
Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì, consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida e utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani.
Era prevedibile, era già successo: l’estremismo del Governo statunitense contro Cuba torna a stimolare il terrorismo.
Un fanatico spara contro l’ambasciata di Cuba a Washington.
«Non ho dubbi che questo incendio è stato un sabotaggio calcolato freddamente, ma ancora una volta abbiamo frenato i macabri piani dell’ imperialismo. Che mostri!».
Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì, consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida e utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani.
Era prevedibile, era già successo: l’estremismo del Governo statunitense contro Cuba torna a stimolare il terrorismo.
Un fanatico spara contro l’ambasciata di Cuba a Washington.
Dal 1º gennaio del 1959, non si contano le azioni di terrorismo pianificate, finanziate ed eseguite contro Cuba dai servizi speciali statunitensi e dai loro mercenari che, compiendo gli ordini della Casa Bianca, possono riempire un lungo curriculum d’orrore e di sangue.
Le hanno commesse utilizzando tutti i metodi dell’arsenale del terrore: infiltrazioni armate, guerra biologica, sabotaggi, collocazione di bombe, incendi di scuole e magazzini, sequestri, ed anche il non plus ultra dell’atrocità, l’esplosione di un aereo civile in volo.
Il percorso “trumpista” contro Cuba è cominciato insultando Fidel quando morì, consegnando la politica verso l’Isola ai settori più aggressivi del sud della Florida e utilizzando gli “attacchi”, molto ambigui, ai suoi diplomatici a L’Avana, per poi scalare, sino alla persecuzione delle navi che trasportano combustibile ai porti cubani.
Era prevedibile, era già successo: l’estremismo del Governo statunitense contro Cuba torna a stimolare il terrorismo.
Un fanatico spara contro l’ambasciata di Cuba a Washington.
«Non ho dubbi che questo incendio è stato un sabotaggio calcolato freddamente, ma ancora una volta abbiamo frenato i macabri piani dell’ imperialismo. Che mostri!».