Sergio ed io abbiamo avuto il privilegio di stare lì, nel posto di comando sito alla destra della foce del fiume Almendares, all’alba del 15 aprile, quando, 45 anni fa, bombardieri B-26 degli Stati Uniti con insegne cubane e piloti mercenari attaccarono le basi aeree di Ciudad Libertad, San Antonio de los Baños e l’aeroporto civile di Santiago de Cuba.
Ho iniziato diverse riflessioni che mi sono ripromesso. Una di queste prende spunto dalle idee essenziali del libro di Greenspan, ex presidente della Riserva Federale, utilizzando le sue stesse parole. In quel testo si può percepire con chiarezza la pretesa imperialista di continuare a comprare il mondo e le sue risorse naturali ed umane pagando con banconote profumate.
Le pareti, la distanza ed il tempo si sono azzerati. Sembrava irreale. Un dialogo di questo tipo tra Capi di Stato e di Governo, che nella loro quasi totalità rappresentavano paesi per secoli saccheggiati dal colonialismo e dall’imperialismo, non era mai successo. Nulla avrebbe potuto essere più didattico.
Che era un uomo d’idee.
Viva Cuba libre! era il grido di guerra con cui s’identificavano nelle pianure e nelle montagne, nei boschi e nei campi di canna da zucchero, coloro che il 10 ottobre 1868 iniziarono la prima guerra per l’indipendenza di Cuba.
Per la prima volta, e prima dell’annuale discussione all’ONU del  progetto di risoluzione cubano di condanna del blocco, il Presidente degli Stati Uniti annuncia che adotterà nuove misure per accelerare nel nostro paese il “periodo di transizione”, che equivale alla riconquista di Cuba con la forza.
Bush ha l’ossessione di Cuba. Si è saputo ieri che un portavoce della Casa Bianca ha annunciato che il Presidente sarebbe intenzionato a presentare nuove iniziative per il già iniziato periodo di transizione. Un altro portavoce del Dipartimento di Stato lo ha successivamente riconfermato, ripetendo il tono esigente e minaccioso di Bush.
Le nostre elezioni sono l’antitesi di quelle che si svolgono negli Stati Uniti, non una domenica, bensì il primo martedì di novembre. Lì, la cosa più importante è essere molto ricco, oppure contare sul sostegno di molti soldi. Dopodichè, investire delle somme enormi nella pubblicità, che è esperta nel lavaggio dei cervelli e nei riflessi condizionati. Sebbene esistano onorevoli eccezioni, nessuno ha la possibilità d’aspirare ad un qualsiasi incarico se non dispone di milioni di dollari.
Il mondo non può concedersi il lusso di permettere che il dramma della guerra della NATO contro la Iugoslavia sia dimenticato per il silenzio di coloro che furono protagonisti e complici importanti di quel brutale genocidio.
Faccio uno stop nella battaglia quotidiana per inclinare la mia fronte, con rispetto e gratitudine, di fronte all’eccezionale combattente che cadde un 8 ottobre di 40 anni fa. Per l’esempio che ci ha fornito con la sua Colonna, che attraversò i terreni paludosi nel sud delle antiche province d’Oriente e di Camagüey, inseguito dalle forze nemiche, per il liberatore della città di Santa Clara, per il creatore del lavoro volontario, per colui che ha compiuto onorevoli missioni politiche all’estero, per il messaggero dell’internazionalismo militante nel Congo orientale ed in Bolivia, per colui…
“Sarebbe consigliabile non processare i tre prigionieri nordamericani. L’opinione pubblica internazionale è molto sensibilizzata e si creerebbe un forte movimento contro i serbi.”
Nella risposta di lunedì 1° ottobre vi ho parlato del messaggio che inviai a Milosevic il 25 marzo 1999.