Articoli e Riflessioni
Cinque anni fa, in onore di Martì nel 150. anniversario della sua nascita, ebbe luogo nella capitale di Cuba la Conferenza Internazionale sull’Equilibrio del Mondo, a cui parteciparono delegati di 43 paesi di tutti i continenti.
Quando si verificò la disintegrazione dell’Unione Sovietica, che per noi fu come se smettesse di sorgere il sole, la Rivoluzione Cubana ricevette un colpo demolitore. Non si tradusse solo nella chiusura totale dei rifornimenti di combustibile, materiali ed alimenti; perdemmo i mercati ed i prezzi raggiunti dai nostri prodotti nella dura lotta per la sovranità, l’integrazione ed i principi. L’impero ed i traditori, colmi d’odio, affilavano i coltelli con cui pensavano di trafiggere i rivoluzionari e recuperare le ricchezze del paese.
Lula mi ha ricordato con calore la prima volta che visitò il paese nel 1985, per partecipare ad una riunione convocata da Cuba per analizzare l’opprimente problema del debito estero, durante la quale esposero ed esaminarono i loro criteri i rappresentati delle più varie tendenze politiche, religiose, culturali e sociali, preoccupati dall’assillante dramma.
In veste di Presidente del Brasile ha deciso di visitare spontaneamente Cuba per la seconda volta, benché la mia salute non gli garantisse un incontro con me.
Non ha votato alle elezioni di domenica. Era iscritta nello stesso comune: Plaza de la Revolución. Se n’è andata silenziosamente venerdì; non ce l’aspettavamo così presto.
Non ha votato alle elezioni di domenica. Era iscritta nello stesso comune: Plaza de la Revolución. Se n’è andata silenziosamente venerdì; non ce l’aspettavamo così presto.
I dispacci d’agenzia l’avevano anticipato. Si sapeva che il 6 gennaio Bush si sarebbe recato in Medio Oriente, appena terminato il suo cristiano riposo di Natale. Andava nelle terre dei musulmani, di un’altra religione e di un’altra cultura alla quale gli europei, convertiti al cristianesimo, considerandoli infedeli, dichiararono guerra nell’XI secolo della nostra era.
Mi riferisco ad una donna cilena, Elena Pedraza, specialista d’alto livello in riabilitazione. Visitò per la prima volta Cuba 40 anni fa. Allende, di professione medico, non era ancora Presidente del Cile. La Rivoluzione Cubana non aveva compiuto 8 anni, ma creava a pieno regime maestri, medici, fisioterapisti e specialisti della salute.
Sto in debito con lui. Ieri avvenne un altro anniversario della sua morte fisica. Esistono più di quaranta versioni differenti del fatto, ma tutte coincidono in vari dettagli di grand’interesse.
Il Venezuela, il cui popolo ereditò da Bolívar idee che oltrepassano i confini della sua epoca, affronta oggi una tirannia mondiale mille volte più potente della forza coloniale della Spagna unita alla neonata Repubblica degli Stati Uniti, la quale, con Monroe, proclamò il diritto alla ricchezza naturale del continente ed al sudore dei suoi popoli.
A Riad, Chávez l’ha detto con estrema chiarezza: la fattura del petrolio e del gas dei paesi in via di sviluppo raggiunge i mille miliardi di dollari. Ha proposto all’OPEC, che fu sul punto di essere sciolta prima che giungesse al potere il governo bolivariano – che l’ha presieduta e preservata per 8 anni – d’assumere il ruolo, mai realizzato, per cui fu creato il Fondo Monetario Internazionale.
Lo scorso 15 novembre ho fatto riferimento ad una terza riflessione sul Vertice Ibero-americano; ho detto testualmente: “che per ora non pubblico”. Mi sembra tuttavia più conveniente farlo prima del 2 dicembre.