• Il giornale di L'Avana La Calle pubblica in prima pagina le dichiarazioni di Fidel Castro Ruz sugli ultimi avvenimenti nel paese: “Perseverammo nel nostro intento di unire tutte le forze morali del paese per esigere, con il sostegno unanime di tutta la popolazione, una soluzione decorosa e pacifica alla tragica situazione cubana, anche se il governo si sforza risolutamente di chiudere tutte le strade della pace”.
  • Si reca a salutare il professor Rafael García Bárcena, leader del Movimento Rivoluzionario Nazionale, che ritorna a Cuba quel giorno dopo parecchi mesi nell’esilio. Nei giorni successivi, entrambi i leader avrebbero svolto altre interviste in cerca dell’unità nella lotta contro la tirannia.

  • Comparisce nel Tribunale di Urgenza per denunciare l’arresto quel giorno del combattente rivoluzionario Pedro Miret Prieto, arrestato dalla polizia sotto l'accusa di aver creato un nuovo movimento insurrezionale.

  • Tiene un incontro nell'appartamento di 23 y 18, nel quartiere di El Vedado, con il moncadista Antonio Darío López, chi dalla fine di febbraio era tornato clandestinamente a Cuba dopo 18 mesi di esilio in Guatemala e in Messico.
  • La rivista Bohemia pubblica l’articolo “Tu menti, Chaviano!”, una forte risposta di Fidel allo sciacallo di Santiago de Cuba, che nel precedente numero della pubblicazione distorceva i fatti e nascondeva i crimini commessi dalla dittatura il 26 luglio 1953.
  • Il giornale La Calle pubblica in prima pagina l'articolo di Fidel sotto il titolo: “Chaviano, il provocatore”, in cui risponde alle accuse dei rappresentanti della dittatura e del dittatore stesso e afferma: “Non è con le minacce che si deve rispondere alle verità del mio articolo. Inoltre, le minacce non valgono nulla quando si parla con verità inconfutabili. "
  • Visita la sede del giornale Prensa Libre e dichiara: "Tutti i portavoce del regime si abbattono su di me e chiedono la mia testa, ma senza confutare un singolo punto de quanto ho scritto”.
  • Il giornale La Calle pubblica il suo articolo “Mani assassine!”
  • Il giornale La Calle pubblica il suo articolo "Quello che stavo per dire e che mi hanno vietato” in cui afferma che “Il giornale La Calle, insieme alla rivista Bohemia, è stato uno dei fattori decisivi nel trionfo della verità e della vittoria travolgente che abbiamo ottenuto sull'ipocrisia e sul crimine. Il giornale La Calle non può fallire, non deve fallire per mancanza di risorse. Questo sarebbe una vergogna! Che la dittatura lo chiudesse, sì, ma non può perire per mancanza di aiuto! Il popolo ha il dovere di aiutarlo e il popolo l’aiuterà”.
  • Il giornale La Calle pubblica l'energica denuncia di Fidel sull'omicidio dell'ex comandante della marina, combattente nella guerra civile spagnola, Jorge Agostini. Sotto il titolo “Di fronte alla paura e di fronte al crimine” nel quale esprime: “La bestialità resterà impunita? Un gruppo di uomini ha il diritto di strappare la vita ai propri simili, con una impunità maggiore di quella che i peggiori gangster hanno mai avuta? Oggi è Jorge Agostini, nuovo martire della lotta per la liberazione nazionale. Chi sarà il prossimo combattente a cadere crivellato?”.
  • Partecipa con Haydee Santamaría, Melba Hernández, Luis Bonito Milián, Ñico López, Pedro Miret, José Suárez Blanco, Pedro Celestino Aguilera, Armando Hart e Faustino Pérez nella costituzione della Direzione Nazionale del Movimento Rivoluzionario 26 luglio, nella casa sita in Factoría no. 62, entre Apodaca y Corrales, La Habana Vieja. Lì, vista la situazione del paese, si decide che Fidel parta per il Messico con una parte della direzione del movimento, con l’obbiettivo di organizzare un contingente con il quale inizierà la lotta armata contro la dittatura.

  • Alle 20:00 visita ancora gli studi di Unión Radio, in compagnia di Luis Orlando Rodríguez e Pedro Iglesias Betancourt, dopo che loro avessero completato la settimana di sospensione del programma "La Hora Ortodoxa". Gli è stato impedito di intervenire nuovamente dopo un'altra risoluzione del Ministero delle comunicazioni che autorizza a continuare con il programma solo se Fidel non interviene.

  • Nel giornale La Calle denuncia gli abusi a cui è stato sottoposto, che gli vietano di partecipare a qualsiasi programma di radio o televisione, in un articolo intitolato ironicamente: "Quello che stavo per dire e che mi hanno vietato per la seconda volta". Questo sarà l'ultimo articolo pubblicato su La Calle.