• a alla casa di María Antonia González, nella capitale messicana per salutare a Reinaldo Benítez Nápoles, Candido González Morales e Calixto Morales Hernández, giovani rivoluzionari di Camagüey che erano arrivati quel giorno in Messico, dopo rifugiarsi nell'ambasciata messicana a L'Avana.

  • Insieme a Héctor Aldama visita l'appartamento dove si alloggiano Juan Almeida Bosque, Antonio Darío López e Israel Cabrera, recentemente arrivati in Messico quel giorno. Informa loro che molto presto incominceranno le esercitazioni.

  • Riceve Faustino Pérez nell'Aeroporto di Città del Messico, che è membro della Direzione Nazionale del M-26-7, e viene a coordinare azioni e consegna 8250 dollari riscossi per la lotta tra membri e simpatizzanti del movimento in tutto il paese.

  • Si riunisce con Faustino nell'appartamento che abita insieme a Melba e Montané nella via Morena N.232.

  • Comunica a Faustino Pérez, a Città del Messico, le ultime istruzioni, prima che lui ritorni a Cuba.

  • Scrive l'articolo “La condanna che vorrebbero per noi”, dove puntualizza i principi ed i metodi di lotta del Movimento Rivoluzionario 26 Luglio; smentisce la versione pubblicata dai mezzi ufficiali sulla partecipazione del movimento nell'attacco violento ad una casa dove si riunivano membri del Consiglio Direttivo del Partito Ortodosso e riconosce i meriti di quei veri militanti che con Eduardo Chibás fondarono il partito.

  • Redige e firma in Messico il manifesto intitolato “Il Movimento 26 Luglio”, nel quale definisce gli obiettivi dell'organizzazione ed il suo carattere unitario, precisa inoltre l'opposizione al dialogo coi rappresentanti della tirannia. La rivista Bohemia lo pubblicò il 1º aprile.

    • Riceve alla Stazione degli Autobus in Città del Messico i combattenti Julio Díaz González, Universo Sánchez Álvarez e Carlos Bermúdez, oltre a Manolo Reyes ed Elio Treto che erano arrivati da Cuba al porto di Veracruz, dove li aspettava Raúl Castro.
      • La rivista Bohemia pubblica, nella sua edizione di quella domenica, l'articolo: “Il Movimento 26 Luglio”, firmato da Fidel il 19 marzo in Città del Messico.

      • Scrive a Città del Messico l'articolo intitolato “Che delitto hanno commesso?” relazionato con gli avvenimenti successi a Cuba rispetto alla denominata “Cospirazione degli onesti” nel seno delle forze armate. Nonostante non condivida la forma di lotta alla tirannia dei protagonisti del complotto, Fidel difende i cospiratori che cercarono con la loro attività di salvare quello che rimaneva ancora di onesto nelle file delle forze armate. Ratifica la sua convinzione nell'insurrezione popolare come unica ed abile via rivoluzionaria che include allo stesso modo civili e militari.

      • Redige una comunicazione per i Club Patriottici degli Stati Uniti, che invia quello stesso giorno con Juan Manuel Márquez che parte da Città del Messico verso territorio statunitense.

      • Visita il combattente di Artemisa, Arnaldo Pérez, che era arrivato il 21 aprile in Messico per il porto di Veracruz.

      • Ritorna a Città del Messico dopo un soggiorno di una settimana a Tapachula, dove si incontra con Justo Carrillo, avvocato ed economista che era coinvolto come delegato civile della fallita “Cospirazione degli onesti.”

      • Aldabonazo, Organo del Movimento Rivoluzionario 26 Luglio, pubblica il suo articolo "Il Movimento 26 Luglio e la Cospirazione Militare".