Discorsi
Le antiche colonie delle potenze che per secoli hanno spartito e saccheggiato il mondo, costituiamo oggi l’insieme di paesi sottosviluppati. Non c’è per nessuno di essi indipendenza piena, trattamento pieno ed equo, e nemmeno sicurezza nazionale; nesuno è membro del Consiglio di Sicurezza, nessuno ha diritto al veto, né decide niente negli organismi finanziari internazionali; non può neanche ritenere i propri migliori talenti, né può proteggersi dalla fuga di capitali, dalla distruzione della natura e dell’ambiente, cagionata dal consumismo sperperatore, egoista e insaziabile dei paesi di…
Abbiamo appena fatto il giro del mondo in un viaggio che non ha avuto neanche un minuto di sosta né di riposo. Era necessario farlo. I giorni 24 e 25 era stato convocato a Kuala Lumpur, Malesia, un importante vertice, in mezzo ai rischi di una quasi certa guerra nell’Iraq, all’aggravamento della crisi economica internazionale, alla necessità fare visita a dei carissimi amici come il Viet Nam e la Cina programmate per i giorni previ e posteriori al Vertice, alla necessità di fare un inevitabile scalo in Giappone, da dove avevo ricevuto inviti di importanti e apprezzati amici.
Trascorreva l’anno 1956. Eravamo in Messico. Avevamo detto con audacia che prima della fine dello stesso anno saremmo liberi o saremmo martiri.
Da allora sono passati quasi 47 anni. Così è cominciata la storia della madre Tekla.
Occuperemo inevitabilmente il primo posto al mondo nel campo della sanità, i cui nobili e umani benefici saranno alla portata di tutti i nostri compatrioti nei centri di salute che saranno di eccellenza, senza pagare neanche un centesimo.
Ecco il socialismo che siamo disposti a difendere fino all’ultima goccia di sangue di fronte alle minacce di una tirannia mondiale fascista!
Tutto è cominciato a partire dall’arrivo del signor Cason. L’arresto di varie decine di mercenari che tradiscono la propria patria a cambio di privilegi e dei soldi che ricevono dal governo degli Stati Uniti, e la pena capitale a delinquenti comuni che con una pistola e cinque armi bianche sequestrarono un’imbarcazione di passeggeri nella Baia dell’Avana, sono state conseguenze di una provocazione ordita dal governo del suddetto paese e dalla mafia terrorista di Miami. E così evidente che qualunque persona lo può capire.
Il nostro popolo eroico ha lottato per 44 anni da una piccola isola dei Caraibi, a scarse miglia della più forte potenza imperiale del mondo. Con ciò ha scritto una pagina senza precedenti nella storia. L’umanità non ha mai visto una lotta così disuguale.
Coloro che credevano che l’ascensione dell’impero alla condizione di unica superpotenza, il cui potere militare e tecnologico non ha alcun opponente nel mondo, provocherebbe la paura o lo scoraggiamento nel popolo cubano, non hanno altra alternativa che quella di meravigliarsi davanti al valore moltiplicato di questo coraggioso popolo. Un giorno come oggi, data gloriosa dei lavoratori, che commemora la morte dei cinque martiri di Chicago, dichiaro, in nome del milione di cubani riuniti in questa manifestazione, che affronteremo tutte le minacce, non cederemo davanti a pressione alcuna, e…
Fummo condannati a Ginevra da coloro che considerano che questo mare di popolo qui radunato, la cui immagine può essere osservata da qualunque angolo del pianeta, è stato privato dei suoi diritti umani. Con assoluta sicurezza nessuno di quelli che in America Latina promossero, sponsorizzarono o appoggiarono il suddetto progetto, potrebbero riunire nella capitale dei loro rispettivi paesi il 5% dei cittadini che sono qui oggi.
L’istruzione, sempre con maggiore qualità, è assolutamente gratuita, dal prescolastico fino ai corsi di post laurea senza che i nostri cittadini debbano spendere un centesimo (Applausi), uno dei motivi per cui la nostra popolazione si sente molto tranquilla. Ma adesso stiamo passando a una società di cultura massiva, e il nostro paese vivrà nel futuro fondamentalmente dalle produzioni intellettuali.
Sembra un po’ irreale l’essere qui, in questo stesso posto, 50 anni dopo gli avvenimenti che commemoriamo oggi, avvenuti quella mattina del 26 luglio 1953. Io avevo allora 26 anni; sono quindi passati sulla mia vita altri 50 anni di lotta.
Appena 30 anni fa l’umanità non aveva la benché minima consapevolezza della grande tragedia. Allora si pensava che l’unico pericolo d’estinzione si doveva alla colossale cifra di armi nucleari pronte ad essere sparate in pochi minuti. Senza che minacce di questo genere siano cessate assolutamente, un altro pericolo, terrorizzante e dantesco, sta in agguato. Non esito a utilizzare questa frase forte, in apparenza drammatica. Il vero dramma è nell’ignoranza di tali rischi in cui siamo vissuti durante tanto tempo. Tutte le persone che, 25 anni dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale,…
Il nome di Cuba passerà alla storia per ciò che nell’ambito dell’educazione, della cultura e della sanità ha fatto e sta facendo per l’umanità nell’epoca più difficile che ha conosciuto la nostra specie. Bloccato il nostro paese dall’unica superpotenza e quasi bloccato dall’Europa, ambedue insieme non potranno sconfiggere la Rivoluzione Cubana, tra altre ragioni perché ambedue insieme non hanno né avranno mai il capitale umano né i valori morali per fare ciò che Cuba socialista è stata capace di fare.